Il “pacchetto famiglia” inserito nella Legge di Bilancio 2026 si arricchisce di due nuovi strumenti di sostegno per il diritto allo studio. Grazie a un finanziamento complessivo di 40 milioni di euro (20 milioni per ciascuna misura), il Governo punta ad alleggerire le spese scolastiche dei nuclei familiari con redditi medi e bassi, introducendo un voucher per le scuole paritarie e un contributo per l’acquisto dei libri.
1. Bonus Scuola Paritaria: fino a 1.500 euro
La misura più attesa riguarda il contributo per il pagamento delle rette negli istituti non statali.
- Il requisito economico: L’accesso è riservato alle famiglie con un ISEE non superiore a 30.000 euro.
- Gli studenti beneficiari: Il bonus copre la frequenza della scuola secondaria di primo grado (medie) e del primo biennio delle superiori.
- L’importo: Sebbene il testo definitivo non fissi un tetto unico per legge, l’ipotesi tecnica su cui lavorano i ministeri è di un voucher fino a 1.500 euro, calcolato a scaglioni: l’aiuto sarà più consistente per le famiglie con l’ISEE più basso.
Integrazione con i fondi regionali: La norma prevede che questo bonus statale si sommi ai contributi già previsti dalle singole Regioni, garantendo una copertura maggiore dei costi di iscrizione.
2. Bonus Libri di Testo: addio detrazione, arriva il fondo comuni
Al posto della detrazione fiscale del 19%, di cui si era discusso nelle fasi preliminari della manovra, il legislatore ha scelto la strada del contributo diretto.
- Destinatari: Famiglie degli studenti delle scuole superiori con ISEE entro i 30.000 euro.
- Gestione territoriale: I 20 milioni di euro stanziati dallo Stato verranno ripartiti tra i Comuni. Saranno poi le amministrazioni locali a erogare fisicamente il contributo seguendo le modalità operative che verranno fissate a breve.
- Vincoli: Il bonus libri è rivolto a chi non beneficia già di altre forme di sostegno analoghe, per evitare duplicazioni di contributi sullo stesso acquisto.
Cosa manca per l’operatività?
Nonostante l’approvazione della Manovra, i due bonus non sono ancora “incassabili”. Il testo affida infatti a decreti attuativi specifici (attesi nelle prossime settimane) il compito di definire:
- Le date per la presentazione delle domande.
- Le piattaforme digitali da utilizzare per la richiesta.
- La documentazione necessaria (fatture d’acquisto o certificati di iscrizione).




