Nella provincia di Ragusa 126 alloggi popolari non possono essere assegnati alle famiglie perché richiedono lavori di recupero e riqualificazione. Secondo una stima dello Iacp, rimetterli in uso significherebbe aprire cantieri per circa 6,3 milioni di euro.
Il dato emerge da una ricognizione dell’Istituto autonomo case popolari di Ragusa ed è stato al centro dell’incontro tra il presidente dello Iacp, l’avvocato Giovanni Moscato, e una delegazione della Cna territoriale. Per l’associazione erano presenti il presidente territoriale Giampaolo Roccuzzo, il segretario territoriale Carmelo Caccamo, il presidente di Cna Edilizia Massimo Donzello e il responsabile di Cna Edilizia Giorgio Stracquadanio. La cifra complessiva si ottiene moltiplicando il numero degli alloggi per una spesa media stimata di circa 50mila euro ciascuno.
Secondo lo Iacp, il quadro trova conferma anche in un’indagine di Federcasa pubblicata dal Sole 24 Ore.
Le risorse potrebbero arrivare da un bando di Invitalia, l’Agenzia nazionale per lo sviluppo, la cui pubblicazione è attesa entro la fine di ottobre. Il bando attua il decreto legge n. 66 di maggio, convertito con modificazioni nella legge n. 116 del 2 luglio, che indica il recupero e la manutenzione del patrimonio pubblico esistente tra gli obiettivi prioritari della programmazione nazionale. I fondi sono destinati alla riqualificazione degli immobili di edilizia residenziale pubblica, anche in provincia di Ragusa.
«Lo Iacp intende svolgere un ruolo attivo nel favorire lo sviluppo del territorio e il recupero del patrimonio abitativo pubblico», ha detto Moscato. «L’obiettivo è duplice: restituire gli alloggi alle famiglie che ne hanno diritto e, nello stesso tempo, creare opportunità concrete per le imprese locali. Per questo motivo riteniamo fondamentale il dialogo con la Cna e con il sistema produttivo del territorio».
Nell’incontro si è discusso anche delle ricadute sull’indotto: oltre alle piccole e medie imprese edili, i lavori coinvolgerebbero fornitori, artigiani e professionisti. Iacp e Cna hanno concordato di proseguire la collaborazione. Una volta assegnati i finanziamenti del bando Invitalia, le imprese interessate potranno partecipare alle procedure e aprire i cantieri.



