L’immagine del sagrato della Madonna delle Grazie con 500 persone presenti con Serena Bortone e della scalinata di San Pietro stracolma di entusiasmo e partecipazione per Vincenzo Schettini sino al corale gospel Happy Days per salutarlo, resteranno per sempre nell’immagine di una Modica grondante di entusiasmo per altre due serate di Scenari 2026. E non c’è stato il tris solo perché l’Etna e lo sciopero aereo di ieri, hanno impedito ad Alessia Gazzola di raggiungere Modica per raccontarci di Miss Bee. Ma lo farà presto…
Un’intensa settimana del festival ideato, creato e diretto da Piera Ficili –l’anima, il cuore e qualcosa di più di Scenari– va in archivio. Lei, la libraia di Mondadori Bookstore Modica, ha ancora una volta messo la firma in calce a quella che è una realtà culturale che esonda il territorio per diventare un patrimonio generale. E i tanti applausi che l’hanno salutata sul palco sabato sera, al termine di un’ora e più di forti emozioni con Vincenzo Schettini, è il meritato tributo al suo impegno e ai suoi sacrifici.
E’ stata anche la settimana della prima di Scenari al Tramonto. Nello splendido Belvedere del Pizzo, il forte vento ha infastidito e non poco la presentazione del libro Cade la Notte (Feltrinelli) e l’incontro con la sua autrice Lorena Spampinato, seguito comunque da un bel numero di appassionati che subito dopo hanno goduto della buona musica dell’evento Aperitivo & Sounds in collaborazione con l’associazione Riad per un omaggio al jazz di Charles Mingus. La scrittrice catanese, ha raccontato con Veronica Barbarino la vita complicata degli alti (pochi) e dei tanti bassi di una storia d’amore difficile, di una convivenza complicata, di malintesi che diventano muri, di ostacoli alti talvolta superati prima di ritrovarsene altri insormontabili e di una notte che cade su un rapporto che, forse, non doveva mai nascere. Una storia controversa raccontata in un contesto suggestivo mentre il sole tramontava su Modica creando un’atmosfera di forte impatto emozionale.
Venerdì sera, il quarto appuntamento di Scenari 2026 è stato tutto di Serena Bortone e del suo Le dirimpettaie (Rizzoli). Il sagrato della Madonna delle Grazie l’ha accolta con entusiasmo e con la voglia di sentirle raccontare, accompagnata da Marianna Triberio, il suo ultimo libro che parla di un tempo in cui la vita delle donne era solo una conseguenza del marito che si sposava. Sino al Sessantotto e alla rivoluzione sessuale. Tina, Gabriella e Maria le protagoniste di quella metamorfosi personale in un condominio romano di Talenti, sul pianerottolo dove l’una diventa indispensabile per l’altra, in un rapporto di amicizia, di confidenze, di osservazioni con momenti complicati ed altri più ilari. Donne di un’Italia che cambia, indimenticabili, padrone di se stesse ogni giorno di più e testimoni di matrimoni che non corrispondono a felicità. Tutto questo raccontato dalla giornalista RAI che ha saputo condividere momenti di riflessioni alternandoli ad altri più leggeri con ironia e grande empatia.
Empatia esplosa sabato sera sulla scalinata di San Pietro in uno di quei momenti che non segnano solo la storia di Scenari ma vanno ben oltre. Perché quello che si è vissuto sulla scalinata e ai lati del palco, è stata una sensazione di felicità condivisa in tanti e di sentimenti di partecipazione come poche volte visti e ‘sentiti’ prima. Protagonista Vincenzo Schettini, il suo libro La Vita che ci piace (Mondadori) e una capacità di trasmettere e far vivere emozioni indescrivibili a parole. Travolto dall’affetto di chi c’era, insieme ad Enzo Scarso che ha conversato con lui, il prof pugliese di Monopoli che ha divulgato e fatto amare la Fisica, che l’ha resa possibile e accessibile, che la racconta sovrapponendola in perfetta simbiosi alla vita, che narra e si narra nel suo libro, ha conquistato tutti.
Se l’entusiasmo era grande quando è arrivato tanto da emozionarlo sino alle lacrime, lo è stato, se possibile, ancora di più quando ha concluso la sua serata fatta di esperimenti, incursioni fra il pubblico, risate ma anche forti momenti di intensa riflessione. L’atto conclusivo è stata una sorpresa canora che ha coinvolto la innumerevole platea: Happy Days con la Gospel Accademy di Modica diretta dal maestro Giorgio Rizza che sabato sera però, ha lasciato bacchetta e direzione proprio a Vincenzo Schettini che dirige e cura un coro gospel nella sua città. Un regalo che lo ha emozionato e una cadeaux per tutto il pubblico che si è unito all’esibizione a cappella del brano più celebre dei cori gospel. Vedere tutti alzarsi sulla scalinata, applaudire e cantare assieme al talento del coro gospel modicano è stato una pennellata di indescrivibile bellezza. Una grandissima serata attorno a quell’esplosione di umanità che è il professore Vincenzo Schettini. E lui ha salutato Modica con la palese voglia di tornarci presto.
Prima che Vincenzo Schettini conquistasse Modica, nel pomeriggio quattordici bambini sono stati i protagonisti di Bonajuto for Kids, l’esperienza laboratoriale alla scoperta del cioccolato nel Fattojo della dolceria che è simbolo e ambasciatrice della bontà di Modica. La scoperta del cioccolato, il suo uso, la sua creazione, il cammino della barretta sin dalle fave di cacao in un coinvolgente momento di bella partecipazione e di sana conoscenza per i 14 piccoli dolcieri per un pomeriggio.
A fine serata e dopo l’entusiasmo condiviso sulla scalinata di San Pietro, c’è stato il secondo atto di ScenaRiad il dopofestival in collaborazione con l’associazione Riad, sempre nell’Atrio di Palazzo San Domenico. Questa volta, la scena se l’è presa il folk siciliano contemporaneo dei Lero Lero, artisti della nostra Isola che, live, hanno raccontato in musica l’esperienza viscerale dell’appartenenza, dell’identità e della riscoperta del rito. Le note ancestrali rielaborate nella chiave dell’oggi quasi a marcare una indelebile linea del tempo.




