Una bolletta da 12mila euro recapitata a una anziana di 90 anni. È quello che si è trovata davanti la famiglia di Troina, in provincia di Enna, dove una donna ultranovantenne vive con i due figli — uno dei quali disabile — in una piccola abitazione senza giardino né piscina. Il conto, inviato dal gestore idrico AcquaEnna, contesterebbe un consumo di oltre 2.700 metri cubi d’acqua in quattordici mesi.
Quasi 200 metri cubi al mese. Settemila litri al giorno. Numeri che, secondo l’avvocato Walter Giuffrida, legale della famiglia, non trovano alcuna giustificazione razionale: “Neppure tenendo aperti tutti i rubinetti per tutta la giornata si arriverebbe a quei consumi”, ha spiegato il legale. A titolo di raffronto, un nucleo familiare medio di tre persone consuma tra i 650 e i 720 litri al giorno, pari a circa 240-260 metri cubi l’anno: qui ne vengono addebitati oltre dieci volte tanto.
Prescrizione sul tavolo: cosa cambia per la famiglia
La difesa punta sul piano tecnico e normativo. Secondo l’avvocato Giuffrida, la bolletta includerebbe conguagli riferibili a consumi di anni precedenti, per buona parte dei quali sarebbe già maturata la prescrizione. Se la tesi venisse confermata, gran parte della somma richiesta non sarebbe legalmente riscuotibile.
La vicenda ha fatto rapidamente il giro dei social, accendendo il dibattito già teso attorno ad AcquaEnna e alla gestione idrica nell’ennese.
La class action del Comitato Senzacqua Enna
Il caso della 90enne non è isolato. Contro AcquaEnna è in corso una class action promossa dal Comitato Senzacqua Enna, nato per raccogliere le proteste di cittadini esasperati da disservizi, tariffe e fatturazioni contestate. La battaglia legale sul servizio idrico nella provincia, secondo quanto riferito dagli stessi promotori, è appena all’inizio.
La vicenda interessa anche i lettori della provincia di Ragusa, dove il dibattito sulla qualità e sui costi del servizio idrico è ugualmente aperto.




