L’erogazione dell’assegno unico di aprile 2026 entra nel vivo con un calendario di pagamenti differenziato in base alla regolarità della domanda e alla presenza di variazioni nell’ultimo mese. Per i nuclei familiari che non hanno subito modifiche nel calcolo della prestazione, le date di accredito sono fissate per il 20 e 21 aprile, mentre i conguagli e le nuove istanze verranno liquidati nell’ultima settimana del mese.
La misura, che rappresenta oggi il principale strumento di supporto alla natalità in Italia, ha visto una crescita costante della platea dei beneficiari sin dalla sua introduzione. Nel solo primo anno di vita (2022), l’Assegno Unico ha distribuito oltre 13 miliardi di euro, coinvolgendo circa 9 milioni di figli. In un contesto di denatalità strutturale, il puntuale adeguamento del sussidio ai parametri ISEE e all’inflazione risulta determinante per il potere d’acquisto delle famiglie, specialmente per quelle numerose o con componenti disabili.
Calendario e fasce di reddito per l’assegno unico di aprile 2026
Il quadro economico per l’anno in corso è stato ridefinito dalla rivalutazione dell’1,4%, stabilita ufficialmente dalla Circolare INPS n. 7/2026. Questo adeguamento ha portato l’importo massimo spettante a 203,80 euro per i nuclei con un ISEE non superiore a 17.468,51 euro. Al contrario, per le famiglie che superano la soglia massima di 46.582,71 euro o che non hanno presentato l’attestazione aggiornata, la cifra si ferma al minimo di 58,30 euro per figlio.
L’INPS procede con erogazioni tempestive intorno al giorno 20 per chi ha una posizione consolidata, rendendo la programmazione delle entrate familiari più prevedibile. Tuttavia, chi ha subito variazioni nel nucleo o ha presentato domanda a marzo dovrà attendere la fine del mese, con un termine ultimo fissato al 30 aprile. Gli strumenti di controllo più affidabili restano il fascicolo previdenziale del cittadino e il relativo Centro notifiche, dove è possibile verificare in tempo reale lo stato dei mandati.
Arretrati e regolarizzazione ISEE: la scadenza di giugno
Un passaggio cruciale per l’assegno unico di aprile 2026 riguarda la regolarizzazione dell’ISEE. Molti nuclei stanno attualmente ricevendo l’importo minimo perché non hanno rinnovato la DSU entro il termine ordinario del 28 febbraio. Tuttavia, l’Istituto garantisce una finestra di recupero: chi trasmette l’attestazione corretta entro il 30 giugno 2026 potrà ottenere non solo il ripristino della quota piena, ma anche tutti gli arretrati maturati da gennaio in poi.
Dopo la data spartiacque del 30 giugno, gli importi non corrisposti verranno persi definitivamente. Pertanto, il mese di aprile diventa il momento ideale per verificare se la prestazione viene erogata in misura corretta. Il controllo deve vertere su tre pilastri: la validità della domanda, la correttezza del valore ISEE trasmesso e l’eventuale presenza di somme a credito o a debito derivanti dai ricalcoli annuali effettuati d’ufficio dall’ente previdenziale.




