Le famiglie italiane possono finalmente accedere ai nuovi contributi per l’infanzia previsti per l’anno in corso. L’INPS, con il messaggio n. 1136 del 31 marzo 2026, ha ufficialmente aperto le procedure per richiedere il bonus asilo nido 2026 ISEE. La misura introduce novità sostanziali, tra cui il concetto di ISEE “neutralizzato” e una validità pluriennale della domanda, con l’obiettivo di semplificare l’iter burocratico per i genitori.
Nuovi importi e fasce ISEE: la guida ai rimborsi
Il contributo economico erogato dall’istituto può raggiungere un tetto massimo di 3.600 euro annui. Come confermato dalle ultime circolari, l’importo viene calcolato in base alla data di nascita del minore e alla situazione economica del nucleo familiare. Per i bambini nati a partire dal 1° gennaio 2024, gli scaglioni principali si dividono sulla soglia dei 40.000 euro.
Nello specifico, i rimborsi sono così ripartiti:
- 3.600 euro annui: per chi possiede un ISEE neutralizzato pari o inferiore a 40.000 euro.
- 1.500 euro annui: per chi ha un ISEE superiore a 40.000 euro o non presenta l’indicatore.
Per i bambini nati prima del 2024, le cifre restano modulate su tre fasce progressive (3.000, 2.500 e 1.500 euro) in base all’indicatore ordinario.
La rivoluzione dell’ISEE neutralizzato
La novità più rilevante del 2026 riguarda il calcolo della capacità reddituale. Il nuovo ISEE “neutralizzato” viene infatti depurato dalle somme percepite dai componenti del nucleo a titolo di Assegno unico e universale. Questa modifica tecnica permette a migliaia di nuclei familiari di rientrare in fasce di reddito più basse, garantendo l’accesso a un rimborso mensile più cospicuo rispetto agli anni precedenti.
Domanda valida fino ai 3 anni: cosa devono fare i genitori
Dal 1° gennaio 2026, la procedura è diventata più snella. Una volta che l’INPS accoglie l’istanza, questa rimane valida fino al mese di agosto dell’anno in cui il bambino compie 3 anni. Tuttavia, gli utenti devono prestare attenzione a un dettaglio operativo fondamentale: per ricevere effettivamente il bonifico, occorre accedere mensilmente alla domanda già presentata per indicare le singole rette pagate. “In assenza di questo passaggio, il beneficio non viene riconosciuto”, chiariscono gli esperti del settore.
Modalità di invio della richiesta online
La trasmissione della domanda avviene esclusivamente in modalità telematica attraverso il portale istituzionale INPS, accessibile tramite SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS. In alternativa, i cittadini possono avvalersi dell’assistenza di CAF e patronati. Le istanze per il 2026 possono essere inviate fino al 31 dicembre. La documentazione che prova l’avvenuto pagamento delle rette deve invece essere caricata entro il 30 aprile dell’anno successivo.




