Il 2026 segna un punto di svolta per l’Assegno Unico e Universale (AUU). Con la pubblicazione della Circolare INPS n. 7/2026, l’Istituto ha delineato il perimetro delle novità: dagli adeguamenti all’inflazione all’introduzione di un nuovo indicatore economico, fino alle regole sulla continuità delle domande.
Sebbene l’erogazione resti automatica per chi è già beneficiario, la “manutenzione” dei dati diventa fondamentale per evitare tagli o sospensioni del sussidio.
1. Quando la domanda va ripresentata?
L’automatismo della prestazione non esenta le famiglie dal monitorare la propria posizione. In particolare:
- Aggiornamento dati: È necessario intervenire sulla domanda esistente in caso di nuove nascite (inserimento “scheda figlio”), variazioni del nucleo o quando un figlio diventa maggiorenne.
- Nuova istanza: La domanda va presentata ex novo solo se la precedente risulta decaduta, revocata, respinta o rinunciata.
- Variazioni di status: Se un figlio tra i 18 e i 21 anni cambia percorso (es. passa dallo studio al lavoro con reddito sotto gli 8.000€), il dato va comunicato tempestivamente per mantenere il diritto.
2. Rivalutazione 2026 e Maggiorazioni
Per compensare l’aumento del costo della vita, gli importi e le soglie ISEE sono stati ritoccati verso l’alto dello 1,4% (indice ISTAT).
Oltre all’importo base, la normativa (D.Lgs. 230/2021) conferma bonus specifici per situazioni particolari:
- Famiglie numerose: Dal terzo figlio in poi, scatta una maggiorazione che può arrivare a 99,10 euro mensili (per ISEE bassi).
- Genitori lavoratori: Se entrambi producono reddito da lavoro, è prevista una maggiorazione fino a 34,90 euro per ogni figlio minore.
- Giovani madri: Alle mamme under 21 spetta un extra di 23,30 euro a figlio.
- Disabilità: Sono previsti importi aggiuntivi modulati in base al grado di non autosufficienza e all’età del figlio.
3. La rivoluzione dell’ISEE 2026
La vera grande novità introdotta dalla Legge di Bilancio (L. 199/2025) è il debutto del nuovo “ISEE per prestazioni familiari e per l’inclusione”.
Il passaggio avviene secondo questo calendario:
- Gennaio e Febbraio: I pagamenti sono rimasti agganciati al vecchio ISEE (scaduto il 31 dicembre 2025).
- Da Marzo: L’importo viene ricalcolato esclusivamente sulla base del nuovo indicatore 2026.
- Conguagli: Eventuali differenze a credito riferite al mese di gennaio verranno liquidate proprio a partire dal corrente mese di marzo.
In sintesi: cosa fare ora?
Per garantire la correttezza dei pagamenti, il cittadino deve assicurarsi che la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) sia aggiornata e che i dati presenti sul portale INPS rispecchino la realtà familiare attuale. In assenza di un ISEE valido, l’importo verrà erogato al minimo di legge, con possibilità di recuperare le somme perse solo se l’indicatore verrà presentato entro il 30 giugno 2026.




