Novità inaspettate per i beneficiari dell’Assegno Unico Universale (AUU). Sebbene l’Istituto avesse formalmente indicato il 21 e il 22 gennaio come uniche giornate per gli accrediti ordinari, le segnalazioni provenienti dai Fascicoli Previdenziali dei cittadini raccontano una storia diversa.
La nuova finestra temporale: accrediti già dal 20 gennaio
Nelle ultime ore, molti utenti hanno visualizzato sui propri profili telematici una data di valuta aggiuntiva: il 20 gennaio.
Questa variazione rispetto al comunicato ufficiale suggerisce che l’INPS abbia deciso di spalmare l’erogazione su tre giornate (20, 21 e 22) invece di due. La strategia sembra mirata a snellire le procedure di accredito, evitando congestioni dei flussi telematici e garantendo una ricezione più fluida delle somme per i nuclei che non hanno subito variazioni nell’ultimo periodo.
Perché l’importo di gennaio è “congelato”?
Nonostante l’anticipo nella data, molti genitori potrebbero notare che la cifra accreditata è identica a quella di dicembre 2025. Non si tratta di un errore: gli adeguamenti ISEE 2026 e le relative rivalutazioni non sono ancora attivi.
- Gennaio e Febbraio: I pagamenti restano agganciati all’ISEE 2025.
- Esempio pratico: Chi ha diritto alla quota massima riceverà ancora 201 euro (valore 2025) e non i 203,80 euro previsti dalla rivalutazione 2026.
- Il ricalcolo: La nuova proiezione degli importi basata sull’inflazione e sul nuovo ISEE scatterà ufficialmente solo con la mensilità di marzo.
Guida rapida: come non perdere gli aumenti
Per assicurarsi che l’assegno venga ricalcolato correttamente in primavera, è fondamentale seguire tre step burocratici:
- Rinnovare l’ISEE: Presentare la DSU entro la fine di febbraio.
- Verifica dei dati: Controllare che la composizione del nucleo familiare sul portale INPS sia corretta.
- Monitoraggio: Consultare il Fascicolo Previdenziale per verificare la data esatta di valuta, che può variare da banca a banca.
Ricorda: Hai tempo fino al 30 giugno 2026 per aggiornare il tuo ISEE. Se lo farai entro questa scadenza, l’INPS riconoscerà tutti gli arretrati spettanti a partire da marzo. In caso contrario, i conguagli andranno persi e l’assegno resterà all’importo minimo.




