Salute e benessere

Covid 19: ci adatteremo come ci siamo adattati ad Hiv

Settima edizione della Summer School di Motore Sanità

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Covid 19: ci adatteremo come ci siamo adattati ad Hiv Covid 19: ci adatteremo come ci siamo adattati ad Hiv

 Asiago-Gallio,  – Durante la settima edizione della Summer School di Motore Sanità, si è tenuto il webinar "Disruptive technologies e disruptive illness", organizzato grazie al contributo incondizionato di Gilead. Non solo il Covid, ma in passato anche l'HIV e l’HCV sono esempi di quello che sembra essere inizialmente ingestibile, ma poi si dimostra gestibile, grazie anche al valore delle persone che lavorano in sanità e nelle università. Con i nuovi antivirali sembrava che il sistema crollasse, ma poi in realtà il sistema ha tenuto e i pazienti adesso sono curati e non muoiono più per l'HIV.

“Parlando di disruptive illness non si può non pensare al Covid 19 che è stato per noi un'emergenza sanitaria che ci ha colto effettivamente impreparati, ma che nel giro di pochissime ore ha visto una completa riorganizzazione di tutta la nostra attività. Già dalla sera del venerdì 21 Febbraio la Regione Veneto ha insediato un Unità di Crisi per predisporre un piano emergenziale per contrastare l'epidemia da COVID-19. E la sera stessa, con l’arrivo del primo paziente affetto da SarsCov-2, la Direzione strategica dell’Azienda Ospedale Università di Padova, recependo fin da subito la gravità della situazione, decideva l’immediata attivazione dell’Unità di Crisi Multidisciplinare che ha individuato percorsi sanitari separati, predisposto l’aumento di posti letto dedicati all’infezione da SARSCoV-2, nuove risorse in termini di personale sanitario e protezione dell’ospedale con l’istituzione di aree di pre-triage dedicate agli accessi al Pronto soccorso per i soggetti con sospetto COVID-19.

Nel giro di pochissime ore abbiamo quindi trasferito e dimesso i pazienti che avevamo ricoverato nella nostra Unità di Malattie Infettive, abbiamo creato un reparto tutto dedicato al Covid, ed un percorso per i pazienti con sospetta infezione che arrivavano dall'esterno. Nelle prime otto settimane della pandemia, attraverso un importante lavoro sull'importanza del corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale fatto sugli operatori sanitari operanti nell’area di triage avanzato delle Malattie Infettive, siamo riusciti ad ottenere un grande risultato, quello cioè di non avere avuto nessun operatore contagiato dal virus. Questa è stata una grande vittoria, se consideriamo che gli operatori sanitari, in questa pandemia sono stati quelli maggiormente colpiti. Risultato che continua ad essere mantenuto in tutta l’Azienda visto che a maggio 2020 solo 1,8% degli operatori sanitari aveva contratto l'infezione da SarsCov2”, ha dichiarato Anna Maria Cattelan, Direttore UOC Malattie Infettive AOU Padova. 

“L'avvento del Covid19 può senz'altro essere etichettato come dirompente, ma alla dirompenza dell'epidemia ha risposto la dirompenza del servizio sanitario che ha saputo ergersi a baluardo e a tutela dei cittadini. È stato un vero momento di forza del servizio sanitario che in una situazione del tutto imprevista e imprevedibile di queste dimensioni ha saputo reggere, dare risposte efficaci, garanzie di sicurezza alla popolazione. Il servizio sanitario ha fatto molto di più di quello che dovrebbe fare un ammortizzatore: è stato un vero e proprio interlocutore tempestivo e credo che se oggi commentiamo il Coronavirus come lo stiamo commentando, grande merito va riconosciuto a tutto il sistema sanitario e ai suoi professionisti”, ha spiegato Luciano Flor, Direttore Generale AOU Padova. 

“La classica malattia dirompente che ci ha fatto andare indietro di anni è la pandemia da Covid. Si è dimostrato negli ultimi tempi che malattie che pensavamo che fossero passate ritornano e ritornano mettendo in crisi quella che non è solo la salute dei cittadini a livello mondiale, ma anche l'economia mondiale. Esistono quindi tecnologie e idee nuove che in qualche maniera possono combattere quelle che sono anche le malattie dirompenti, possono aiutare quelle che sono le malattie storiche ad essere guarite, controllate e contenute. Questo a partire dall'oncologia, per passare alla cronicità, fino all'ematologia (basti pensare alle Car-t. In questa sessione di Mondosanità abbiamo parlato di quelle che sono d'apporto farmaceutico e tecnologico innovativo che è in grado in qualche maniera di superare i limiti precedenti per malattie nuove che per un certo periodo hanno dimostrato di non essere trattabili o curabili, ma che con questo apporto lo saranno sicuramente”, ha detto Claudio Zanon, Direttore Scientifico Motore Sanità.

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