L’Assegno di Inclusione (ADI) cambia volto nel 2026 grazie alle novità introdotte dalla Legge di Bilancio e alle recenti circolari operative dell’INPS. La modifica più significativa riguarda l’eliminazione del mese di sospensione precedentemente previsto allo scadere dei 18 mesi di erogazione (o dei 12 mesi di rinnovo). Questa revisione normativa punta a garantire una maggiore stabilità economica ai nuclei familiari vulnerabili, evitando interruzioni nel sostegno.
La manovra finanziaria interviene drasticamente sulle modalità di accesso, rendendo il calcolo dell’ISEE più favorevole per le famiglie. La franchigia sulla casa di abitazione principale sale infatti a 91.500 euro, arrivando a 120.000 euro per chi risiede nei capoluoghi delle città metropolitane. A questo si aggiunge un ulteriore incremento di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo e scale di equivalenza più generose per i nuclei con almeno due figli.
Secondo quanto specificato dall’INPS nel messaggio n. 640 del 23 febbraio 2026, l’eliminazione dello stop mensile comporta però una variazione nell’importo: la prima mensilità post-rinnovo verrà erogata nella misura del 50% del beneficio spettante. Per i nuclei che hanno raggiunto il 18esimo mese di percezione a novembre 2025, è stato inoltre previsto un contributo straordinario una tantum fino a 500 euro, volto ad armonizzare il passaggio alle nuove regole.
L’Assegno di Inclusione resta condizionato alla sottoscrizione del Patto di Attivazione Digitale (PAD) e alla partecipazione a percorsi di inclusione sociale e lavorativa. Il beneficio continua a comporsi di una quota per l’integrazione del reddito e di un contributo per l’affitto, con importi che variano in base alla scala di equivalenza e alla presenza di componenti over 67 o disabili. Per presentare la domanda o verificare i requisiti aggiornati, i cittadini possono rivolgersi al portale istituzionale dell’ INPS.




