Mancano meno di quattordici giorni alla chiusura dei termini per la rottamazione quinquies 2026, la misura di definizione agevolata che permette di estinguere i debiti fiscali senza sanzioni e interessi. I contribuenti hanno tempo fino al 30 aprile 2026 per inoltrare la domanda esclusivamente per via telematica tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate Riscossione. Oltre questa data, i canali di adesione verranno disattivati, lasciando come unica alternativa la rateizzazione ordinaria senza gli sconti previsti dalla norma.
L’istituto della rottamazione delle cartelle esattoriali è diventato, nell’ultimo decennio, uno strumento ricorrente della politica fiscale italiana per abbattere il “magazzino” dei crediti non riscossi, che ha superato la cifra monstre di 1.200 miliardi di euro. Sebbene queste misure garantiscano un gettito immediato per le casse dello Stato, il tasso di decadenza dei piani di rateizzazione resta alto: circa il 40% dei contribuenti che hanno aderito alle precedenti edizioni non ha completato i pagamenti, alimentando il dibattito sulla necessità di riaperture dei termini per i cosiddetti “decaduti”.
Benefici e piano di rientro della rottamazione quinquies 2026
L’adesione alla procedura garantisce un risparmio consistente, eliminando totalmente le sanzioni amministrative, gli interessi di mora e l’aggio. Il debito residuo può essere saldato in un’unica soluzione oppure dilazionato in un massimo di 54 rate bimestrali, estendendo il piano di ammortamento fino a 9 anni. È fondamentale ricordare che ciascuna rata non potrà avere un importo inferiore a 100 euro e che il mancato pagamento anche di una sola quota comporta la perdita dei benefici.
L’ambito applicativo della norma resta però circoscritto. Possono essere rottamati solo i carichi affidati alla riscossione entro il 31 dicembre 2023. Restano quindi esclusi i debiti affidati nel corso del 2024, a prescindere dall’anno in cui è sorto il tributo. Per verificare quali cartelle rientrano nel perimetro, l’Agenzia consiglia di richiedere il Prospetto informativo attraverso l’area riservata del sito ufficiale, accedendo con SPID, CIE o CNS, per evitare errori nell’inserimento manuale dei dati.
Evoluzione normativa e possibile riapertura della quater
Mentre il countdown per la versione quinquies prosegue, il Governo valuta correttivi per chi è decaduto dalle precedenti agevolazioni. Il sottosegretario all’Economia Lucia Albano ha dichiarato che la riapertura dei termini per chi è decaduto per le rate di novembre 2025 e febbraio 2026 è oggetto di valutazione, subordinatamente alle disponibilità finanziarie dello Stato. Questa apertura politica mira a recuperare i morosi dell’ultima ora che non hanno rispettato le scadenze della rottamazione quater.
Inoltre, tra le fila della maggioranza si discute l’introduzione dei cinque giorni di tolleranza per i versamenti delle rate, una clausola già presente nelle scorse edizioni ma attualmente non prevista per la quinquies. Con la scadenza del 30 aprile ormai imminente, il rischio concreto è il sovraccarico dei sistemi telematici; per questo motivo, gli esperti consigliano di non attendere gli ultimi giorni per l’invio dell’istanza, così da assicurarsi la ricezione della Comunicazione delle somme dovute entro il prossimo 30 giugno.




