Un nuovo calore sta conquistando palestre, spa e feed di Instagram: si chiama infrared pilates e non è – come potrebbe sembrare – solo pilates in versione “hot”. È un metodo ibrido che unisce la precisione biomeccanica del pilates classico ai benefici scientificamente associati alla termoterapia a infrarossi. A livello nazionale, le ricerche per “infrared pilates” sono cresciute del +586% nei primi quattro mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025, segnale che il metodo sta uscendo dalla nicchia e puntando al mainstream.
Come funziona l’infrared pilates e perché piace agli esperti
L’infrared pilates sfrutta i raggi infrarossi lontani (FIR), che penetrano i tessuti fino a circa 4 centimetri di profondità, scaldando muscoli, fascia e connettivo molto più in profondità rispetto al calore dell’aria di una sauna o di una sala riscaldata. Il calore non inonda la stanza, entra direttamente nel corpo. Questo genera una ipertermia moderata, con la temperatura corporea centrale che può arrivare – in alcuni protocolli clinici – intorno a 38,1 °C, valore associato a una risposta fisiologica più simile a una “febbre artificiale” che a una sessione di calore passivo.
Studi sull’ipertermia a infrarossi indicano che, a questa temperatura, il corpo attiva vasodilatazione periferica, accelera il turnover metabolico e stimola la produzione di heat shock proteins (HSP), proteine implicate nella riparazione cellulare e nella modulazione del sistema immunitario. Applicato al pilates, questo effetto viene descritto dai fisiologi come “pre‑attivazione tissutale”: i muscoli già caldi e irrorati rispondono meglio agli stimoli, con un range di movimento più ampio, minor rischio di microlesioni e maggiore efficienza neuromuscolare.
“Il calore a infrarossi non è un comfort: è uno strumento terapeutico. Cambia la fisiologia dell’allenamento a livello cellulare.”
Dr. Marco Valentini – Fisiologo dello Sport, Università di Milano
Infrared pilates vs hot pilates: ecco perché il corpo reagisce diversamente
La differenza tra infrared pilates e hot pilates è tutta qui: nell’hot pilates la sala viene riscaldata a 35–40 °C con aria calda e umidità elevata, costringendo l’organismo a disperdere calore principalmente attraverso la sudorazione, con un carico cardiocircolatorio generalmente più alto. L’ambiente somiglia molto a una sauna.
Nell’infrared pilates, invece, la temperatura dell’aria si mantiene intorno ai 27–30 °C, ma la stanza è attrezzata con pannelli emettitori FIR alle pareti e al soffitto. Il calore entra nei tessuti, non nell’aria. Questo significa che molte persone con intolleranza al caldo umido, problemi respiratori o pressione arteriosa labile lo trovano più tollerabile pur mantenendo un’esperienza intensa.
Cos’è che rende l’infrared pilates così “virale” sui social
Il salto di popolarità di questo metodo è legato anche – e soprattutto – a una cultura del wellness che unisce celebrità, estetica e biohacking. Gwyneth Paltrow ha parlato pubblicamente di trattamenti a infrarossi nel suo ecosistema Goop, definendo l’esperienza “profondamente rigenerante” e integrandola in una routine quotidiana di benessere. Queste dichiarazioni hanno allargato la conversazione a milioni di follower, legando gli infrarossi a un’idea di rinnovamento interno.
Kim Kardashian ha invece mostrato sui propri canali l’uso di terapie a infrarossi per il recupero post‑allenamento e la cura della pelle, creando un effetto aspirazionale forte, soprattutto tra Millennials e Gen Z. Il risultato è che oggi molti utenti non cercano solo un allenamento, ma un metodo che “si spiega da solo”, con un linguaggio scientifico e immagini di alta qualità che funzionano bene sui social.
I benefici documentati (e quelli da leggere con cautela)
Le ricerche sulla Far Infrared Ray (FIR) therapy indicano una serie di effetti fisiologici che spiegano almeno in parte il successo dell’infrared pilates:
- Consumo energetico più alto: alcune stime parlano fino a circa 600 kcal per sessione di 50 minuti, grazie all’aumento del metabolismo basale indotto dal calore.
- Miglioramento della flessibilità: il calore profondo rilassa fascia e tessuto connettivo, aumentando il range di movimento fino a circa +30% rispetto al pilates tradizionale.
- Riduzione del dolore muscolare e articolare: la vasodilatazione periferica sembra favorire la rimozione di acido lattico e ridurre alcuni marcatori infiammatori locali.
- Potenziamento del sistema immunitario: la produzione di HSP è associata a una maggiore capacità di riparazione cellulare e a una modulazione più efficace della risposta immunitaria.
- Miglioramento della qualità della pelle: l’aumento della microcircolazione cutanea accelera il rinnovamento cellulare epidermico, con effetti percepiti sulla luminosità e sulla texture.
- Riduzione dello stress e miglioramento del sonno: l’ipertermia moderata induce una risposta parasimpatica, spesso correlata a una riduzione dei livelli di cortisolo e a una sensazione soggettiva di rilassamento.
Resta chiaro però che molti di questi benefici sono studiati in ambito clinico su terapie a infrarossi, non sempre su sessioni di pilates integrate: l’infrared pilates va quindi letto come un’evoluzione applicativa di un metodo, non come una soluzione magica.
Chi può praticarlo (e chi deve fare attenzione)
Per molte persone l’infrared pilates risulta sicuro e accessibile, soprattutto per chi:
- soffre di dolore lombare cronico o rigidità da sedentarietà;
- segue un percorso di recupero supervisionato dopo un trauma;
- cercare un modo più efficace di riscaldare i muscoli prima del workout.
La temperatura ambientale più bassa rispetto all’hot pilates lo rende spesso più tollerabile anche per chi ha ipotensione lieve, sinusite cronica o intolleranza all’afa. Tuttavia, alcune condizioni richiedono l’obbligatorio parere di un medico prima di iniziare:
- gravidanza;
- malattie cardiovascolari in fase attiva;
- ipertensione non controllata;
- neuropatie periferiche;
- assunzione di farmaci fotosensibilizzanti o anticoagulanti.
In questi casi il consulto specialistico non è una raccomandazione generica, ma una vera e propria necessità clinica.
Da Milano a Ragusa: il trend che si allarga in Italia
Se il lancio nazionale dell’infrared pilates è avvenuto soprattutto in grandi centri come Milano, il fenomeno sta iniziando a diffondersi anche verso il Sud Italia. A Milano, il centro HEY PILATES è stato tra i primi a integrare la tecnologia FIR in un format strutturato: sessioni di 50 minuti, massimo 8 partecipanti, pannelli a infrarossi a parete e soffitto e temperatura ambiente intorno ai 28 °C. Gli istruttori, tutti certificati, monitorano la risposta fisiologica dei praticanti lungo tutta la lezione, avvicinando l’esperienza più a una sessione terapeutica che a una semplice lezione di gruppo.
“Milano era pronta. Il nostro pubblico cercava qualcosa di più: non solo fitness, ma benessere misurabile.”
Fondatori di HEY PILATES, Milano
Dal Nord alle realtà più piccole, anche città come Ragusa mostrano un interesse crescente per il wellness hi‑tech, con nuovi resort e centri benessere che puntano a integrare percorsi di fitness più avanzati e basati su evidenze scientifiche.
Il mercato, i numeri e il futuro dell’infrared pilates
Gli analisti del settore wellness stanno una crescita robusta intorno alla terapia a infrarossi: il mercato globale dell’infrared therapy (saune, terapie locali e classi fitness) dovrebbe raggiungere circa 3,4 miliardi di dollari entro il 2028, con un tasso di crescita annuo composto superiore al 9%. All’interno di questo ecosistema, i format ibridi come l’infrared pilates sono visti come segmenti a più alto potenziale, perché intercettano sia il mercato del fitness sia quello del wellness terapeutico.
La tecnologia evolve in parallelo: i nuovi sistemi a infrarossi sono più compatti, personalizzabili e precisi, e alcuni centri sperimentali stanno già integrando biofeedback in tempo reale (frequenza cardiaca, temperatura cutanea, saturazione dell’ossigeno) per creare sessioni adattive. In Italia ci si aspetta che nei prossimi 18 mesi almeno 20–30 centri nelle principali città metropolitane lancino proposte di infrared pilates, sull’onda del boom mediatico e della domanda di allenamenti “intelligenti”.
Perché il 2026 è l’anno chiave per questo metodo
L’infrared pilates non è solo una moda estiva destinata a sparire con l’autunno: è la convergenza tra un metodo di allenamento già collaudato, una tecnologia con basi scientifiche solide e un cambiamento culturale nel modo in cui le persone vivono il proprio benessere. Il 2026 si conferma come l’anno in cui la tecnologia a infrarossi esce dalle cliniche sportive d’élite e diventa accessibile a una fascia più ampia di praticanti, dai centri urbani alle realtà più piccole come Ragusa.
Per chi lavora nel settore fitness, è un segnale da tenere d’occhio: non solo per l’effetto “trend” sui social, ma perché, a differenza di molte mode, questo metodo è sostenuto da una letteratura scientifica crescente e da un cambiamento reale nelle abitudini di allenamento.
I dati di crescita delle ricerche per “infrared pilates” sono tratti dal Fresha Wellness Trend Report, Q1 2026, che confronta gen‑apr 2025 e gen‑apr 2026 sull’intero traffico piattaforma. I dati clinici sulla temperatura corporea centrale e gli effetti della terapia a infrarossi lontani si basano su studi e revisioni pubblicati su riviste di settore e su report di dispositivi come l’Iratherm 1000, utilizzati in ambito clinico.
Le informazioni mediche contenute in questo articolo hanno scopo puramente divulgativo. Prima di iniziare qualsiasi nuova pratica fisica o terapeutica, è consigliabile consultare un medico o uno specialista di riferimento.




