L’attività fisica pomeridiana risulta più efficace per controllare la glicemia rispetto all’allenamento mattutino, specialmente nei pazienti con diabete di tipo 2. Una review pubblicata sulla rivista scientifica Trends in Endocrinology & Metabolism evidenzia come il metabolismo risponda in modo differente agli stimoli motori in base al momento della giornata. I ricercatori dell’Università di Copenhagen e del Karolinska Institutet di Stoccolma confermano che le sessioni svolte dopo le ore 12 portano a livelli di glucosio più bassi e stabili.
In Italia, la gestione del diabete di tipo 2 rappresenta una sfida sanitaria di primaria importanza, con circa 4 milioni di persone colpite dalla patologia e una spesa che incide significativamente sul bilancio del Sistema Sanitario Nazionale. La cronobiologia applicata allo sport si sta rivelando un alleato prezioso: i dati epidemiologici mostrano che l’aderenza a una routine di esercizio fisico personalizzata può ridurre del 20-30% il rischio di complicanze cardiovascolari. In un Paese dove la dieta mediterranea e le abitudini climatiche favoriscono spesso la passeggiata post-prandiale, comprendere l’orario ideale per muoversi può trasformare una semplice abitudine in una terapia metabolica.
Perché il pomeriggio è l’orario ideale per il metabolismo
La ricerca sottolinea il ruolo cruciale dei ritmi circadiani nella gestione energetica dell’organismo. Le cellule umane operano seguendo “orologi” molecolari che coordinano funzioni come la secrezione di insulina e la temperatura corporea. Secondo la professoressa Trine Moholdt, “C’è un crescente numero di prove che suggeriscono che l’esercizio fisico svolto nel tardo pomeriggio possa offrire benefici supplementari per la salute”. Al contrario, l’allenamento intenso al mattino può innescare il cosiddetto “fenomeno dell’alba”, portando a un paradossale aumento dei livelli di zucchero nel sangue.
Il meccanismo è legato alla produzione di cortisolo, l’ormone dello stress che raggiunge il picco nelle prime ore del giorno per aiutare il corpo a svegliarsi. Nelle persone sane, l’insulina compensa il rilascio di zuccheri dal fegato, ma nei diabetici questa risposta è alterata. La professoressa Wallberg-Henriksson spiega che tale quadro “rende l’esercizio fisico mattutino meno efficace per il metabolismo del glucosio nelle persone con diabete di tipo 2 rispetto allo stesso allenamento svolto più tardi nel corso della giornata”.
Come ottimizzare l’esercizio fisico per controllare la glicemia
I test condotti su campioni di uomini di mezza età hanno dimostrato che sessioni pomeridiane mantengono i livelli di glicemia più bassi fino a 24 ore. Nonostante l’evidenza, gli esperti invitano alla prudenza: l’importante è non restare sedentari. Juleen Zierath, coautrice della revisione, precisa infatti che “Il messaggio più importate rimane che l’esercizio fisico, a qualsiasi ora, è meglio di nessun esercizio”. Per chi non può rinunciare alla fascia mattutina, il consiglio è di prediligere attività a bassa intensità.
“Un’attività fisica più leggera, come una camminata veloce, non sembra avere lo stesso effetto legato all’orario” di uno sforzo più intenso, suggerisce Wallberg-Henriksson. La revisione, pur basata su studi di piccole dimensioni, apre la strada a nuove raccomandazioni cliniche. Sebbene molti interrogativi restino aperti per quanto riguarda l’impatto su donne e anziani, i dati attuali suggeriscono che per controllare la glicemia in modo ottimale, la passeggiata del tardo pomeriggio rappresenti la scelta scientificamente più solida per riallineare i ritmi biologici compromessi dalla patologia.




