La Rottamazione quinquies non è un pacchetto “chiavi in mano” uguale per tutta Italia. Se per le tasse erariali (come l’IRPEF) le regole sono dettate dallo Stato, per i tributi locali la musica cambia. Un recente chiarimento emerso durante un Question Time alla Camera il 3 febbraio 2026 ha ribadito un concetto fondamentale: per IMU, TARI e canoni locali, non esiste alcun automatismo. La decisione finale spetta esclusivamente a Comuni e Regioni.
Nessun obbligo per i sindaci: la scelta è politica
A differenza della sanatoria gestita dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER), la definizione agevolata a livello territoriale è una facoltà e non un obbligo. Secondo quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2026 (art. 1, commi 102 e 103), ogni ente ha il potere di decidere se attivare o meno la misura.
- Le Regioni: Devono intervenire con una specifica legge regionale.
- I Comuni e le Province: Devono approvare un apposito regolamento interno.
Senza uno di questi atti ufficiali, i debiti legati ai tributi locali restano esclusi da ogni forma di rottamazione, anche se il contribuente ha presentato domanda per le cartelle statali.
Il “Paletto” dei 60 giorni: una tutela per il cittadino
La Legge di Bilancio introduce però un vincolo di trasparenza per evitare “misure lampo” difficili da monitorare. Una volta che un Comune decide di avviare la rottamazione e pubblica il regolamento sul proprio sito istituzionale, deve garantire ai cittadini un tempo minimo di 60 giorni prima della scadenza finale dei pagamenti. Questo lasso di tempo è considerato “non comprimibile” e serve a permettere ai contribuenti di informarsi e organizzare la propria liquidità.
Riscossione: non serve passare da AdER
Un aspetto tecnico rilevante riguarda chi incassa materialmente i soldi. La rottamazione locale può essere attivata anche se il Comune non si avvale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER). La misura è applicabile se la riscossione è gestita:
- Direttamente dall’ente (riscossione coattiva interna);
- Da concessionari privati regolarmente iscritti all’albo degli affidatari.
In sostanza, il Comune può deliberare una sanatoria “equivalente” a quella nazionale nei contenuti (stralcio di sanzioni e interessi), ma con un perimetro d’azione cucito su misura per le proprie casse e i propri affidatari.
Sintesi per il contribuente: cosa controllare?
Se hai debiti arretrati per IMU o TARI, non dare per scontato che rientrino nella Rottamazione-quinquies nazionale. Ecco i passaggi necessari:
- Verifica il sito del tuo Comune: Cerca delibere o regolamenti recenti sulla “definizione agevolata 2026”.
- Consulta l’ente riscossore: Se ricevi bollette da una società privata, chiedi se il Comune di riferimento ha aderito alla sanatoria.
- Monitora le date: Ricorda che ogni ente può fissare scadenze e numero di rate differenti rispetto al calendario nazionale di luglio 2026.




