Nuova chance per i giovani che hanno deciso di mettersi in proprio. L’INPS ha ufficialmente riaperto la finestra per richiedere il bonus giovani imprenditori, un sostegno economico che può raggiungere i 18.000 euro complessivi. La misura, nata sotto l’egida del Decreto Coesione e finanziata dal programma nazionale “Giovani, donne e lavoro 2021-2027”, mira a consolidare le nuove realtà professionali nei settori trainanti dell’economia italiana.
In cosa consiste l’agevolazione
Il contributo è strutturato come un assegno mensile di 500 euro per tre anni. Non si tratta di un semplice sussidio, ma di un supporto all’avvio:
- Importo: 500 € al mese per 36 mesi.
- Natura fiscale: Le somme non concorrono alla formazione del reddito imponibile.
- Erogazione: Liquidazione annuale anticipata, basata sui mesi di attività effettivamente svolti.
I requisiti: chi può presentare domanda
Il bando è rivolto a una platea specifica di nuovi professionisti e imprenditori che rispondano a tre requisiti fondamentali:
- Età: Essere “Under 35” al momento dell’avvio dell’attività.
- Cronologia: La Partita IVA deve essere stata aperta tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025.
- Stato occupazionale: Il richiedente deve risultare disoccupato al momento dell’inizio della nuova avventura professionale.
Settori ammessi e spese coperte
Il bonus punta forte sulla transizione digitale ed ecologica. L’elenco dei settori è vasto e comprende, tra gli altri:
- Attività manifatturiere e hi-tech.
- Produzione di software e consulenza informatica.
- Energie rinnovabili e gestione rifiuti.
- Servizi sanitari, sociali, culturali e creativi.
Cosa si può acquistare? Non esiste un catalogo rigido, ma ogni spesa deve essere coerente con il piano aziendale. Rientrano nell’agevolazione l’acquisto di beni strumentali, canoni d’affitto, utenze, software specializzati e investimenti tecnologici.
Attenzione: È obbligatoria la tracciabilità contabile di ogni operazione. Il Ministero del Lavoro potrà effettuare controlli mirati e verifiche in loco per accertare che i fondi siano stati utilizzati correttamente.
Come inviare la richiesta
La domanda va inoltrata esclusivamente per via telematica tramite il portale INPS entro il termine perentorio del 2 marzo 2026. I candidati dovranno autenticarsi tramite SPID, CIE o CNS.
L’INPS ha inoltre aggiornato le tabelle di ammissibilità seguendo la nuova classificazione ATECO 2025, entrata in vigore a gennaio, per garantire che tutti i nuovi codici attività siano correttamente mappati. Poiché le risorse sono assegnate fino a esaurimento dei fondi territoriali, la tempestività nell’invio della domanda potrebbe essere decisiva.




