Il Decreto Milleproroghe 2026 entra nel vivo della fase parlamentare. Sono ore decisive per il futuro fiscale di migliaia di contribuenti: le commissioni sono chiamate a votare un pacchetto di 375 emendamenti segnalati, tra i quali spiccano le proposte relative alla nuova Rottamazione-quinquies, alla riapertura della quater e all’estensione del ravvedimento speciale.
L’obiettivo del Governo e della maggioranza è blindare il testo per consegnarlo all’Aula entro il 18 febbraio, garantendo così il passaggio al Senato per il via libera definitivo, atteso entro la scadenza del 1° marzo.
Le novità fiscali nel mirino del Milleproroghe
Al centro del dibattito politico ci sono diverse misure di “pace fiscale” che potrebbero confluire nel testo finale:
- Rottamazione-quinquies: Si valuta l’ampliamento dei carichi definibili e una possibile rimodulazione delle scadenze per le rate 2026.
- Riapertura Rottamazione-quater: Alcuni emendamenti puntano a rimettere in termini i contribuenti decaduti per non aver rispettato le scadenze dello scorso anno.
- Ravvedimento Operoso Speciale: Proposta la proroga delle sanzioni ridotte per chi regolarizza spontaneamente le violazioni formali e le dichiarazioni infedeli.
Il calendario verso l’approvazione finale
La tabella di marcia è serrata. Dopo la selezione dei 375 emendamenti prioritari (su un totale di migliaia di proposte iniziali), il cronoprogramma prevede:
- Votazioni in Commissione: Completamento entro metà febbraio.
- Discussione alla Camera: Prevista per il 18 febbraio 2026.
- Passaggio al Senato: Il testo dovrà essere convertito in legge entro il 1° marzo, pena la decadenza del decreto.
Cosa cambia per i contribuenti?
L’eventuale approvazione della Rottamazione-quinquies e della riapertura della quater rappresenterebbe un’importante boccata d’ossigeno. Queste misure permettono di abbattere sanzioni e interessi di mora, pagando solo la quota capitale del debito.
Resta tuttavia il nodo delle coperture finanziarie, che il Ministero dell’Economia sta valutando con estrema attenzione per evitare squilibri nei conti pubblici.




