Con l’apertura del 2026, l’Assegno Unico e Universale (AUU) si conferma il pilastro centrale del sostegno alle famiglie italiane. Il mese di gennaio rappresenta uno snodo cruciale per milioni di beneficiari: tra l’adeguamento dei parametri ISEE e la rivalutazione degli importi legata al costo della vita, è fondamentale muoversi correttamente per non perdere i vantaggi spettanti.
L’importanza del nuovo ISEE 2026
Il calcolo dell’Assegno per l’anno in corso è strettamente legato alla presentazione della nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU).
- Il rischio del minimo edittale: Le famiglie che non aggiorneranno l’ISEE entro i tempi previsti si vedranno erogare l’importo minimo di base, indipendentemente dal reddito reale.
- La rivalutazione: Grazie all’adeguamento annuale all’inflazione, le tabelle degli importi subiranno un lieve ritocco verso l’alto, garantendo quote mensili leggermente più sostanziose rispetto allo scorso anno per tutte le fasce di reddito.
Calendario dei pagamenti: quando arrivano i soldi?
L’INPS mantiene la consueta finestra temporale per l’accredito delle somme. Per il mese di gennaio 2026, il calendario si articola come segue:
- Terza settimana del mese: Inizio dei pagamenti per i nuclei familiari che non hanno subito variazioni rispetto all’anno precedente.
- Fine mese: Elaborazione delle pratiche che presentano modifiche o nuove domande.
- Conguagli: Per chi aggiorna l’ISEE nei primi giorni di gennaio, l’adeguamento dell’importo potrebbe essere visibile già in questa mensilità; in caso contrario, le somme corrette verranno ricalcolate nei mesi successivi con i relativi arretrati.
| Tipologia Nucleo | Periodo presunto accredito |
| Senza variazioni | 19 – 22 Gennaio |
| Nuove domande o modifiche | 27 – 31 Gennaio |
| Con variazioni ISEE in corso | Da fine Gennaio (con conguagli) |
Integrazione con i nuovi Bonus 2026
L’Assegno Unico non è un’isola, ma si inserisce in un sistema più ampio di welfare. Anche per il 2026 è confermata la piena cumulabilità con:
- Il Bonus Mamme (potenziato fino a 720 euro l’anno per le lavoratrici);
- Le detrazioni specifiche e i contributi comunali per la frequenza degli asili nido.
Questa sinergia mira a offrire un supporto organico che non distingue tra lavoratori dipendenti, autonomi o inoccupati, coprendo l’intera platea dei genitori residenti in Italia.




