Una configurazione meteorologica potenzialmente esplosiva si sta delineando nel cuore del Mediterraneo. L’Italia si appresta a vivere una fase di maltempo acuto a causa di una vasta saccatura di origine nord-atlantica che, affondando verso il Nord Africa, darà vita a un profondo ciclone afro-mediterraneo.
Il “blocco” atmosferico: perché il ciclone fa paura
La preoccupazione degli esperti risiede nella stazionarietà del sistema perturbato. Un robusto anticiclone di blocco posizionato sui Balcani impedirà infatti al ciclone di traslare rapidamente verso est. Risultato? La struttura depressionaria potrebbe rimanere “incastrata” a ovest della Sicilia per giorni, scaricando piogge torrenziali e attivando violente raffiche di Scirocco.
Come sempre in questi scenari, l’esatta traiettoria del minimo di pressione sarà decisiva per stabilire quali settori dell’Isola saranno colpiti con maggiore violenza.
Il calendario del maltempo: 5 giorni di piogge torrenziali
Secondo i modelli di Meteo Web, (vedi foto sotto) l’Italia sarà colpita da due distinti impulsi ciclonici tra il 16 e il 21 gennaio:
- Venerdì 16 gennaio (La data nevralgica): Le piogge già presenti su Liguria e Toscana subiranno una brusca intensificazione, estendendosi rapidamente a tutto il Centro-Nord.
- Sabato 17 gennaio: Il primo ciclone transiterà su gran parte del territorio nazionale, portando maltempo diffuso e nevicate abbondanti sui rilievi alpini e appenninici.
- Lunedì 19 e Martedì 20 gennaio: È attesa la fase più critica. Un secondo ciclone, ancora più violento del primo, si originerà tra le Baleari e il Maghreb, puntando dritto verso l’Italia meridionale e la Sicilia.
Neve e temperature
Nonostante l’intensità delle precipitazioni, che si preannunciano torrenziali, le correnti umide meridionali manterranno le temperature in linea con le medie del periodo. Tuttavia, l’enorme massa di umidità garantirà nevicate di proporzioni eccezionali sulle alte vette alpine e lungo la dorsale appenninica.

Data l’incertezza legata alla posizione del “minimo”, si consiglia di monitorare costantemente i bollettini della Protezione Civile, specialmente per le zone ioniche della Sicilia e della Calabria, storicamente più esposte alle risalite umide dallo Ionio.




