Il 2026 si apre con una novità fondamentale per il portafoglio di milioni di italiani: il debutto della Rottamazione Quinquies. Introdotta dall’ultima Manovra finanziaria, questa quinta edizione della definizione agevolata non è solo un rinvio dei pagamenti, ma un’opportunità strutturale per chiudere i conti con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione a condizioni mai viste prima, specialmente per quanto riguarda la protezione di redditi e pensioni.
Il cuore della misura: cosa si paga e cosa viene cancellato
Il principio della Quinquies è il ritorno all’essenziale: il contribuente è tenuto a versare esclusivamente la quota capitale del debito. Tutto il resto viene “tagliato” chirurgicamente:
- Stralcio totale: spariscono sanzioni amministrative, interessi di mora e, per la prima volta in modo così netto, anche gli aggi di riscossione (i compensi dell’ente esattore).
- Risparmio stimato: per le cartelle più vecchie, il beneficio economico può oscillare tra il 40% e il 60% dell’importo totale richiesto inizialmente.
Le 4 novità che cambiano le regole del gioco
Rispetto alla precedente “Quater”, la versione 2026 introduce quattro pilastri innovativi:
- Orizzonte temporale esteso: rientrano nel piano tutti i carichi affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 fino al 31 dicembre 2023.
- Rateizzazione “Decennale”: è possibile spalmare il debito fino a 120 rate mensili (10 anni), contro i piani molto più brevi del passato.
- Scudo sui Pignoramenti: chi aderisce ottiene il blocco immediato delle procedure esecutive.
- Soglie di impignorabilità: le nuove norme tutelano il “minimo vitale”. La pensione è protetta fino a 1,5 volte il minimo INPS (circa 780 euro), mentre gli stipendi fino a 2.500 euro mensili diventano totalmente intaccabili dai pignoramenti fiscali.
Requisiti: chi può accedere alla sanatoria?
La platea è inclusiva e non richiede la prova di uno stato di necessità economica. Possono inviare la domanda:
- Privati e Famiglie: per multe stradali, tasse locali o imposte statali.
- Partite IVA e Professionisti: per debiti contributivi e fiscali legati all’attività.
- Società e Imprese: indipendentemente dalla forma giuridica.
- Nota bene: Restano esclusi i debiti derivanti da sentenze penali, il recupero di aiuti di Stato illegittimi e l’IVA riscossa all’importazione.
Scadenze e procedure: il calendario del 2026
Il rispetto delle date è l’unico modo per non perdere i benefici. Ecco i passaggi obbligati:
- 30 Aprile 2026: Termine ultimo per l’invio della domanda di adesione. La richiesta va presentata esclusivamente per via telematica (Sito AdER, SPID/CIE o tramite intermediari come i CAF).
- 30 Giugno 2026: L’Agenzia invierà la comunicazione con l’importo esatto da pagare e il relativo bollettario.
- Personalizzazione: Il contribuente può scegliere di rottamare anche solo una singola cartella, decidendo autonomamente quali pendenze sanare e quali no.
Tutela dello stipendio: le nuove fasce di pignorabilità
La Legge di Bilancio 2026 ha riscritto le regole del pignoramento presso terzi per i debiti erariali. Se il contribuente ha uno stipendio superiore ai 2.500 euro, la pignorabilità non è più fissa ma progressiva (10% per la fascia media, fino al 20% solo per i redditi oltre i 5.000 euro). Per chi ha già subito pignoramenti oltre queste soglie, la norma prevede la restituzione delle somme eccedenti.




