La Geriatria dell’ospedale “Maggiore-Baglieri” di Modica rafforza la propria presenza nella rete formativa dell’Università degli Studi di Catania. Il dottor Salvatore Abbate, direttore dell’U.O.C. di Geriatria, è stato infatti inserito nel Consiglio della Scuola di Specializzazione in Geriatria dell’Ateneo.
La proposta è stata approvata all’unanimità dal Consiglio della Scuola, riunitosi il 2 marzo. Nel verbale si evidenzia che il dottor Abbate, appartenente alla rete formativa della Scuola e già coinvolto nell’erogazione di crediti professionalizzanti al secondo e terzo anno, rappresenterà «un valido supporto per la scuola in virtù dell’esperienza in campo geriatrico».
Il riconoscimento si inserisce nel quadro della convenzione stipulata tra l’ASP di Ragusa e la Scuola di Specializzazione in Geriatria dell’Università etnea per lo svolgimento delle attività di formazione specialistica degli allievi. Lo strumento, valido fino all’anno accademico 2027/2028, consente di integrare la didattica universitaria con l’esperienza clinica maturata nelle strutture aziendali, riconosciute idonee per requisiti organizzativi, professionali e assistenziali.
Le attività degli specializzandi si svolgono sotto la guida e la supervisione del responsabile della struttura, con un percorso teorico-pratico che prevede la certificazione e la valutazione dell’esperienza svolta. In questo quadro, l’U.O.C. di Geriatria di Modica contribuisce alla crescita dei giovani medici mettendo a disposizione competenze cliniche, organizzative e assistenziali maturate sul campo.
«L’inserimento del dottor Abbate nel Consiglio della Scuola di Specializzazione in Geriatria dell’Università di Catania – sottolineano il Direttore generale, Giuseppe Drago, e il Direttore sanitario, Sara Lanza – rappresenta un motivo di soddisfazione per l’Azienda e conferma la qualità professionale espressa dalle nostre strutture. È un riconoscimento che valorizza il lavoro svolto dalla Geriatria di Modica e rafforza il legame tra assistenza, formazione e università. La crescita del sistema sanitario passa anche dalla capacità di mettere a disposizione dei giovani medici competenze, esperienza clinica e modelli organizzativi qualificati».




