Un violento terremoto in Giappone di magnitudo 7.5 ha colpito oggi, 20 aprile 2026, la regione nord-orientale del Tohoku alle ore 16:53 locali. L’epicentro, localizzato dalla Japan Meteorological Agency (JMA) a largo della Costa di Sanriku, ha attivato un’immediata allerta tsunami nelle prefetture di Iwate e dell’Hokkaido. Le autorità hanno registrato le prime onde anomale, con picchi di 80 centimetri nel porto di Kuji, invitando migliaia di cittadini a evacuare verso zone elevate per il rischio di impatti fino a tre metri.
Il Giappone si trova in una delle aree sismiche più attive del pianeta, situato all’incrocio di quattro placche tettoniche nel cosiddetto Anello di Fuoco del Pacifico. La regione del Tohoku, in particolare, porta ancora le cicatrici del catastrofico sisma del marzo 2011, che con una magnitudo di 9.0 generò uno tsunami devastante. Da allora, il Paese ha investito miliardi di yen in barriere costiere e sistemi di allerta precoce satellitari, riducendo drasticamente i tempi di reazione della protezione civile e migliorando gli standard di costruzione antisismica, oggi considerati i più avanzati al mondo.
La scossa, avvertita distintamente anche nei grattacieli di Tokyo, ha causato interruzioni sistemiche alle infrastrutture strategiche. La premier nipponica, Sanae Takaichi, ha confermato tramite i canali ufficiali che sono stati segnalati “danni umani e materiali attualmente in fase di verifica”. Il governo ha istituito un’unità di crisi per coordinare i soccorsi nelle aree più isolate del nord, dove il terreno ha subito i maggiori scuotimenti. Takaichi ha rassicurato la nazione affermando che “d’ora in avanti otterremo informazioni dettagliate gestiremo la risposta all’emergenza”.
Sul fronte dei trasporti, la società ferroviaria ha sospeso immediatamente la circolazione sulla linea ad alta velocità Tohoku Shinkansen, che connette la capitale con Aomori. Nonostante il forte tremore, gli scali aeroportuali di Sendai e Shin-chitose restano attualmente operativi, garantendo un possibile corridoio per i soccorsi aerei. La priorità resta il monitoraggio delle coste, poiché la JMA avverte che le oscillazioni del livello del mare potrebbero proseguire per diverse ore, rendendo pericolose le zone portuali.
Uno dei punti critici riguarda la tenuta delle centrali nucleari situate lungo il versante pacifico. La Tokyo Electric Power Company (Tepco) ha diffuso una nota ufficiale per tranquillizzare l’opinione pubblica, precisando che non sono state riportate “anomalie” riguardanti le centrali di Fukushima Daiichi e Fukushima Daini. I protocolli di sicurezza automatizzati sono scattati istantaneamente al rilevamento delle onde sismiche, bloccando preventivamente i processi sensibili laddove necessario.
Controlli approfonditi sono stati eseguiti anche negli impianti di Higashidori e Onagawa, situati più a nord e più vicini all’epicentro marittimo. Anche in questi siti, secondo quanto riferito dalla tv pubblica Nhk, la Tepco garantisce che al momento non si riscontrano criticità strutturali o fughe radioattive. Il monitoraggio dei sistemi di raffreddamento e delle vasche di stoccaggio del combustibile esausto prosegue senza sosta, mentre la popolazione del Tohoku resta in attesa di nuove disposizioni per il rientro nelle abitazioni evacuate.



