La Salita della Madonna di Gulfi ha attraversato Chiaramonte Gulfi per la 382ª volta. Domenica, migliaia di fedeli hanno accompagnato il simulacro marmoreo della Patrona dal santuario alla chiesa Madre, rinnovando un rito che risale al 1643 e che rimane uno degli appuntamenti religiosi più sentiti del ragusano.
Quest’anno l’edizione è stata segnata da una presenza di rilievo: mons. Giuseppe La Placa, vescovo della diocesi di Ragusa, ha percorso a piedi tutti e quattro i chilometri del tragitto, affiancato dall’arciprete don Graziano Martorana e dagli altri sacerdoti della comunità. Un gesto che ha dato alla processione un peso simbolico ulteriore, confermando il legame istituzionale tra la diocesi e la devozione chiaramontana.
Il forte vento ha però condizionato il programma pomeridiano, costringendo gli organizzatori a rinunciare al tradizionale Cuncursu, a rinviare la traslazione della statua di San Vito e ad annullare i fuochi d’artificio serali. Decisioni accolte con rispetto dai presenti, consapevoli che l’identità della festa risiede nella partecipazione collettiva, non negli spettacoli accessori.
Il novenario della Madonna di Gulfi: nove giorni di liturgia e tradizioni locali
Da oggi, lunedì 13 aprile, e fino a martedì 21, la comunità è chiamata al solenne novenario. Ogni mattina sono previste celebrazioni eucaristiche alle 7, alle 9 e alle 11. Nel tardo pomeriggio, alle 18.15, si recita il Rosario meditato con le litanie cantate. Alle 19 la messa serale è presieduta dal predicatore dom Ildebrando Scicolone Osb, già preside del Pontificio Istituto Liturgico Sant’Anselmo di Roma e abate del monastero benedettino di San Martino delle Scale a Palermo, con esposizione del Santissimo, Vespri solenni e benedizione eucaristica.
Il novenario segue una logica che intreccia liturgia e vita lavorativa del territorio. Oggi è dedicato ai Trappitari — i gestori dei frantoi oleari — e in serata è in programma una degustazione dell’olio. Domani, martedì 14 aprile, la giornata è dedicata a mugnai e panificatori, con una degustazione del pane al termine della messa delle 19. Tra i celebranti di oggi, padre Fabio Pistillo ocd del convento della Madonna del Carmine di Ragusa, nel suo 25° anniversario di sacerdozio; domani sarà la volta di don Innocenzo Mascali, arciprete di Monterosso Almo, anch’egli al 25° anno di ordinazione.
La festa di Chiaramonte Gulfi affonda le radici nel XVII secolo. Secondo la tradizione locale, il culto alla Madonna di Gulfi si sviluppò attorno a un’icona custodita nell’antico insediamento di Gulfi, distrutto nel 1299 e mai completamente dimenticato dalla memoria collettiva. Il santuario attuale, edificato sul colle che domina la cittadina iblea, è meta di pellegrinaggi che nel tempo hanno mantenuto una continuità sorprendente, resistendo a guerre, carestie ed emigrazioni che hanno ridisegnato la demografia del ragusano nel corso del Novecento.
La voce dell’arciprete: «La Madonna ha camminato con noi»
Al termine della giornata, don Graziano Martorana ha affidato a poche parole il senso di ciò che si era vissuto: «La Salita della Madonna di Gulfi è il respiro profondo della nostra identità. Vedere migliaia di persone camminare insieme, pregare insieme, emozionarsi insieme, è il segno più bello di una fede che non appartiene al passato ma continua a essere vita, relazione, speranza. Anche le difficoltà del vento non hanno scalfito la bellezza di questa giornata: la Madonna ha camminato con noi, e noi con Lei. È questo che rende unica la nostra festa.»




