Referendum Giustizia: l’Italia al voto per cambiare la Costituzione
L’Italia torna ai seggi per ridisegnare i confini della magistratura. Le urne restano aperte oggi, domenica 22 marzo, fino alle 23 e domani dalle 7 alle 15. Questo referendum costituzionale rappresenta uno spartiacque per l’ordinamento giudiziario italiano. Gli elettori devono decidere se confermare la riforma che tocca sette articoli chiave della Carta, dal 87 al 110. Non trattandosi di un quesito abrogativo, la validità della consultazione prescinde dal numero di votanti. Il verdetto finale dipenderà esclusivamente dalla maggioranza dei voti validi espressi.
Separazione delle carriere e nuovo CSM
Il cuore della riforma batte sulla netta distinzione tra chi giudica e chi accusa. Se prevarrà il “Sì”, la magistratura vedrà la nascita di due Consigli Superiori distinti. Un organo gestirà i giudici, mentre l’altro si occuperà esclusivamente dei pubblici ministeri. Questa separazione delle carriere punta a garantire la terzietà del giudice durante il processo. Nascerà inoltre l’Alta Corte disciplinare. Questo nuovo tribunale avrà il compito di valutare l’operato dei magistrati, sottraendo tale funzione al Csm.
Al centro del dibattito resta anche il destino del Decreto Severino del 2012. Gli elettori decideranno se mantenere o cancellare gli automatismi su incandidabilità e decadenza dei politici condannati. La riforma prevede inoltre che avvocati e professori partecipino attivamente alla valutazione professionale dei magistrati.
Guida pratica al voto e residenti all’estero
I documenti di identità da presentare al momento del voto sono quelli ricompresi in una delle tre seguenti categorie:
- carta d’identità o altro documento d’identificazione munito di fotografia, rilasciato da una pubblica amministrazione;
- essera di riconoscimento rilasciata dall’Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia, purché munita di fotografia e convalidata da un Comando militare;
- tessera di riconoscimento rilasciata da un ordine professionale, purché munita di fotografia.
In mancanza di un documento di identificazione idoneo, l’elettore può essere riconosciuto anche con le seguenti modalità:
- da uno dei membri del seggio che conosce personalmente l’elettore e ne attesta l’identità;
- da un altro elettore del comune, noto al seggio e provvisto di documento di riconoscimento;
- dalla ricevuta della richiesta di rilascio della Carta d’Identità Elettronica (CIE), in quanto munita della fotografia del titolare e dei relativi dati anagrafici.
Gli uffici comunali garantiscono aperture straordinarie per il rilascio dei duplicati in tempo reale. I cittadini iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero hanno già espresso la propria preferenza via posta. Resta invece irrisolto il nodo dei cinque milioni di fuori sede. Questi elettori devono rientrare nel Comune di residenza per esercitare il proprio diritto. Per consultare il testo integrale della legge, è possibile visitare il sito della Gazzetta Ufficiale. Ulteriori dettagli sulla storia dei referendum sono disponibili su Wikipedia. La vigilanza sulle operazioni è affidata al Ministero dell’Interno.




