Ragusa – A Ragusa, l’intitolazione a don Luigi Giussani, del nuovo asilo nido di via Germania, avvenuta sabato 22 marzo, ha suscitato una protesta da parte dell’associazione Adessobasta, sempre in prima fila nel difendere i diritti femminili e nel promuovere le corrette pratiche per la parità di genere. Osserva infatti Adessobasta “Quando si parla di ridurre il divario nella toponomastica di genere, ogni intitolazione diventa un atto politico e culturale. La memoria pubblica si costruisce anche attraverso i nomi che scegliamo di dare ai luoghi: è alla luce di questo principio che leggiamo la decisione dell’Amministrazione comunale, una scelta che non può passare sotto silenzio”.
La nota stampa dell’ associazione poi prosegue “L’Associazione AdessoBasta torna a richiamare l’attenzione dell’Amministrazione comunale di Ragusa sul tema della toponomastica femminile, questione che riguarda non solo la memoria, ma la visione culturale e civile di una comunità. Già in passato avevamo formalmente proposto al Sindaco l’intitolazione di spazi pubblici a due donne ragusane che, con il loro impegno, hanno contribuito in modo significativo all’emancipazione femminile e al miglioramento della società del nostro territorio. A quella richiesta, ad oggi, non è mai giunta alcuna risposta. Apprendiamo da un recente comunicato dell’Ufficio Stampa del Comune che il nuovo asilo nido di via Australia sarà intitolato a don Luigi Giussani, figura autorevole nel campo educativo. Pur senza entrare nel merito della scelta, riteniamo necessario evidenziare altro: essa appare in evidente contraddizione con gli impegni pubblicamente dichiarati dall’Amministrazione rispetto alla riduzione del divario nella toponomastica di genere, oltre che con la mancata interlocuzione con la Consulta Femminile, che su temi come questo dovrebbe essere coinvolta e ascoltata. Intitolare un asilo nido – uno spazio profondamente legato alla cura, all’educazione e alla crescita – rappresenta un atto dal forte valore simbolico e pedagogico.
È un ambito che, nella sua storia e nella sua quotidianità, è stato costruito e sostenuto in larga parte dal lavoro, dalla competenza e dalla presenza delle donne. Proprio per questo sorprende che, ancora una volta, non si sia colta l’occasione per dare visibilità a figure femminili che hanno segnato la storia dell’educazione e del progresso sociale. Se il criterio è quello del valore pedagogico, le alternative non mancano. Basti pensare a Maria Agamben Federici, Madre Costituente, promotrice di una profonda riforma dei servizi assistenziali per donne e bambini e impegnata nella riorganizzazione dell’Opera Nazionale Maternità e Infanzia (ONMI) in senso democratico, a sostegno delle madri lavoratrici e in difficoltà: una personalità che, ad oggi, risulta non avere alcuna intitolazione nella nostra città. Le parole, da sole, non bastano. Quando si parla di parità, di diritti e di riduzione dei divari, è necessario che anche le scelte amministrative siano coerenti e conseguenti. Per questo riteniamo che quanto accaduto rappresenti un’occasione mancata. Rinnoviamo dunque la nostra richiesta: avviare un percorso concreto e trasparente che porti a riequilibrare la toponomastica cittadina, restituendo alle donne il posto che spetta loro nella memoria pubblica, a partire dalle due donne ragusane, Itria Camera Sbezzi e Rina Lugli Minardi, per le quali, già da tempo, abbiamo avanzato una formale proposta, anche nell’ambito della Consulta Femminile, e che attendono ancora un giusto riconoscimento. L’Associazione AdessoBasta continuerà a vigilare e a proporre, con spirito costruttivo ma con determinazione, affinché Ragusa sia davvero una città capace di riconoscere il valore e il contributo delle donne. (da.di.)




