Niente da fare per i contribuenti che speravano in un ammorbidimento dei termini della Pace Fiscale. Il passaggio alla Camera del Decreto Milleproroghe ha spento le speranze di chi auspicava una maggiore flessibilità: il testo approvato non contiene infatti alcun correttivo alle procedure di definizione agevolata delle cartelle esattoriali.
Le proposte di emendamento, che miravano a riaprire i termini o a facilitare il passaggio tra i diversi piani di rientro, sono state respinte o dichiarate inammissibili, lasciando invariato il quadro normativo stabilito dalla Legge di Bilancio.
I due grandi “NO” del Parlamento
La decisione dei deputati ha colpito in particolare due fronti caldi che interessavano migliaia di famiglie e imprese:
- Blocco al passaggio tra sanatorie: Una delle proposte principali puntava a rendere la Rottamazione-quinquies più inclusiva, permettendo l’accesso anche a chi è attualmente in regola con la precedente versione (la Quater). L’obiettivo era consentire ai contribuenti di beneficiare di un piano di rateazione più lungo e sostenibile. Tuttavia, la modifica è stata giudicata inammissibile.
- Nessuna proroga per la Quater: È naufragata anche l’ipotesi di un “ripescaggio” per chi era decaduto dalla Rottamazione-quater a causa del mancato versamento della rata dello scorso 30 novembre. Si era ipotizzato di considerare validi i pagamenti effettuati entro il 28 febbraio 2026, ma la proposta è stata stralciata.
Il parere di Giorgetti non basta
Il dato politico più rilevante riguarda il parere favorevole inizialmente espresso dal Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Nonostante l’apertura del MEF verso una riapertura dei termini per i morosi di novembre, la linea del rigore ha prevalso nel dibattito parlamentare, escludendo definitivamente il “salvagente” dal decreto finale.
Cosa succede ora?
Con la chiusura di questa finestra legislativa, restano valide le scadenze originarie:
- Per la Quinquies: Le domande proseguono con i requisiti attuali e senza estensioni di platea.
- Per la Quater: Chi è decaduto non ha più possibilità di rientro e il debito torna a essere gravato da sanzioni e interessi pieni.




