Il panorama urbano italiano è pronto a cambiare volto. Con la recente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge n. 14/2026, viene finalmente rimosso l’ostacolo che per anni ha impedito la radiazione dei veicoli gravati da fermo amministrativo. Una svolta epocale che punta a eliminare il degrado e a risolvere un paradosso normativo che coinvolge circa 4 milioni di mezzi.
1. La fine del limbo: se l’auto è un rifiuto, va smaltita
Fino a pochi mesi fa, il fermo amministrativo agiva come un “congelamento” totale: il veicolo non poteva circolare, ma non poteva nemmeno essere demolito. Il risultato? Milioni di auto vecchie o incidentate abbandonate in cortili e strade. Come sottolineato da Salvatore Moretto (ACI), un quarto di questi veicoli è ormai ridotto a carcassa. La nuova legge stabilisce un principio gerarchico chiaro: la tutela dell’ambiente e la gestione dei rifiuti speciali (quali sono le auto fuori uso) prevalgono sulle procedure di riscossione dei crediti.
2. Le novità della Legge 14/2026: cosa cambia in concreto
La riforma modifica il d.lgs 209/2003, sancendo che il fermo fiscale non è più un impedimento alla rottamazione se il mezzo è tecnicamente “fuori uso”.
- Separazione dei destini: Il veicolo può essere rimosso e cancellato dal PRA, mentre il debito del proprietario verso lo Stato rimane intatto e continuerà a essere perseguito con altri mezzi.
- Stop alle tasse: La radiazione permette di interrompere finalmente il pagamento del bollo auto su un mezzo che di fatto non esiste più.
3. Più poteri ai Comuni contro l’abbandono
La norma offre uno strumento formidabile agli enti locali per ripulire le città. Il nuovo iter per la rimozione forzata è rapido:
- Attestazione: Il Comune certifica che il mezzo è inutilizzabile e informa il proprietario.
- Diritto di opposizione: Il cittadino ha 60 giorni per opporsi tramite PEC.
- Rottamazione d’ufficio: In assenza di risposta, l’ente procede a demolizione e cancellazione dal PRA, senza che il fermo amministrativo possa bloccare l’operazione.
4. Guida pratica per il cittadino: come rottamare
Il proprietario di un veicolo non marciante con fermo amministrativo può ora rivolgersi a un centro di autodemolizione autorizzato. È fondamentale sapere che questa procedura non dà diritto agli incentivi statali per l’acquisto di nuove auto (Ecobonus).
Documenti e requisiti necessari:
Identità e Codice Fiscale | Del proprietario del mezzo
Documento Unico In alternativa: vecchio Libretto e Certificato di Proprietà
Targhe Devono essere consegnate entrambe (anteriore e posteriore)
Prova dello stato di “Fuori Uso” Foto, perizie o certificati tecnici che attestino l’inutilizzabilità del mezzo.
Certificato di Rottamazione Rilasciato dal demolitore a fine iter: esonera da ogni responsabilità futura.
5. Un vantaggio economico (ma i debiti restano)
Per il proprietario, la rottamazione ha un costo contenuto (circa 60 euro per le pratiche di radiazione) e permette di chiudere una posizione fiscale che generava costi inutili. Tuttavia, è bene ribadire che la distruzione dell’auto non cancella le cartelle esattoriali che hanno originato il fermo: i debiti con l’erario dovranno comunque essere saldati.




