L’Assegno Unico e Universale rappresenta il pilastro del welfare familiare in Italia. Introdotto per semplificare il sistema dei bonus, ha accorpato in un’unica soluzione precedenti aiuti come il Bonus Bebè e gli assegni al nucleo familiare (ANF). Gestito dall’INPS, il contributo è definito “universale” perché spetta a tutti i genitori, indipendentemente dalla situazione lavorativa (dipendenti, autonomi o disoccupati).
Chi può richiederlo: i requisiti
Per accedere alla misura, il richiedente deve possedere determinati requisiti di cittadinanza e residenza:
- Cittadinanza: Italiana, di uno Stato UE (con diritto di soggiorno) o possesso di un permesso di soggiorno valido.
- Residenza: Domicilio e residenza in Italia con pagamento delle imposte (IRPEF) sul territorio nazionale.
- Figli a carico: Il sostegno è garantito per ogni figlio minorenne e per i maggiorenni fino al compimento dei 21 anni (a patto che studino, lavorino con reddito sotto gli 8.000 € o siano iscritti al servizio civile/disoccupazione).
- Disabilità: Per i figli con disabilità, l’assegno spetta senza alcun limite di età.
Il ruolo dell’ISEE: importo minimo vs importo massimo
Sebbene l’Assegno Unico spetti a tutti, l’ammontare della ricarica mensile varia in base alla situazione economica del nucleo familiare.
- Con ISEE aggiornato: L’importo viene modulato progressivamente. Per il 2026, chi ha un ISEE entro i 17.468,51 € riceve la quota massima di 203,80 € a figlio (più eventuali maggiorazioni).
- Senza ISEE o sopra la soglia: Chi sceglie di non presentare l’indicatore o supera i 46.582,71 € di ISEE riceve la quota base (minima), che quest’anno è di 58,30 € per i minorenni e 29,10 € per i figli tra 18 e 21 anni.
Nota importante: Se presenti l’ISEE entro il 30 giugno, l’INPS riconoscerà gli arretrati calcolati da marzo. Se lo fai dopo tale data, l’aumento scatterà solo dal mese di presentazione.
Come presentare la domanda
La richiesta non è un automatismo del datore di lavoro: è il cittadino a doverla inoltrare all’INPS. Ecco i passaggi principali:
- Canali: Portale web INPS (tramite SPID o CIE) oppure assistenza gratuita presso i CAF/Patronati.
- Dati necessari: Codici fiscali dei figli, dati anagrafici e codice IBAN per l’accredito.
- Ripartizione: In caso di genitori separati, è possibile richiedere il pagamento frazionato al 50% su due conti diversi.
Calendario e Stato dei Pagamenti
Le somme vengono erogate mensilmente, solitamente nella finestra temporale tra il 16 e il 20 di ogni mese. Per le nuove domande o per chi ha subito variazioni nel nucleo, il primo accredito arriva generalmente nell’ultima settimana del mese successivo alla richiesta.
Cosa significa lo stato della tua pratica? Monitorando l’area riservata o l’app MyINPS, potresti trovare diverse diciture:
- Accolta: Tutto in regola, il pagamento è in fase di emissione.
- In evidenza alla sede/al cittadino: Sono necessari controlli o documenti integrativi.
- Respinta: La domanda non soddisfa i requisiti necessari.
Come verificare l’accredito
L’INPS mette a disposizione diverse modalità di riscossione, scelte in fase di domanda:
- Accredito diretto su conto corrente bancario o postale.
- Versamento su libretto di risparmio o carta prepagata con IBAN.
- Bonifico domiciliato presso gli sportelli di Poste Italiane.




