L’Assegno Unico e Universale (AUU) si conferma il pilastro del welfare familiare italiano anche per il 2026. La mensilità di febbraio porta con sé novità importanti, tra l’adeguamento al costo della vita e la scadenza decisiva per il rinnovo dell’ISEE.
Il calendario dei pagamenti di febbraio
L’INPS ha definito la tabella di marcia per l’accredito di questo mese. Ecco quando aspettarsi il bonifico:
- 19 e 20 febbraio 2026: Date previste per chi riceve già la prestazione e non ha segnalato variazioni nel nucleo familiare o nella situazione reddituale.
- Fine mese: Periodo destinato a chi ha presentato una nuova domanda di recente o ha effettuato aggiornamenti significativi alla propria posizione.
In generale, l’accredito avviene nella parte centrale del mese, ma la data esatta può oscillare leggermente in base alle verifiche individuali effettuate dall’Istituto.
Importi 2026: scatta la rivalutazione
Da questo mese, le famiglie vedranno un leggero incremento degli importi grazie alla rivalutazione annuale legata all’inflazione, fissata per quest’anno al +1,4%.
Quanto spetta per ogni figlio? Le cifre variano in base alla soglia ISEE del nucleo familiare:
- Importo massimo: Oltre i 200 euro per figlio (per le fasce ISEE più basse).
- Importo minimo: Circa 58 euro per figlio (per i redditi più alti o in assenza di ISEE).
- Maggiorazioni: Restano confermati gli aumenti per le famiglie numerose (dal terzo figlio in poi), i nuclei con entrambi i genitori lavoratori e per i figli con disabilità.
Allerta ISEE: il termine del 28 febbraio
Il mese di febbraio rappresenta lo spartiacque per il calcolo dell’assegno. Se per la rata attuale l’INPS utilizza ancora i dati dello scorso anno, la situazione cambierà radicalmente a marzo.
Attenzione: Per non perdere il diritto all’importo pieno, è indispensabile presentare la DSU per il 2026 entro il 28 febbraio.
Cosa accade se si manca la scadenza?
- Da marzo: In assenza di un ISEE aggiornato, l’INPS erogherà d’ufficio solo la quota minima (circa 58 euro), indipendentemente dal reddito reale.
- Entro il 30 giugno: Se il rinnovo avviene entro questa data, l’INPS ricalcolerà la prestazione e verserà tutti gli arretrati maturati a partire da marzo.
- Dopo il 30 giugno: Si perde il diritto al recupero delle somme pregresse; l’assegno verrà adeguato solo a partire dal mese successivo alla presentazione del nuovo ISEE.




