La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha introdotto un nuovo salvagente per i contribuenti in difficoltà: la Rottamazione quinquies. Questa misura permette di regolarizzare le pendenze esattoriali abbattendo drasticamente i costi accessori. Ma la convenienza passa per una conoscenza rigorosa delle regole: ecco il vademecum completo.
1. La mappa dei debiti: cosa rientra e cosa no
Non tutte le cartelle possono beneficiare dello sconto. La norma si focalizza sulla cosiddetta “compliance spontanea”, ovvero sui debiti nati da dichiarazioni presentate ma non saldate.
- Sì alla sanatoria: Rientrano i carichi derivanti da liquidazioni automatiche (art. 36-bis) e controlli formali, oltre ai contributi previdenziali INPS.
- I grandi esclusi: Restano fuori dal perimetro gli avvisi di accertamento, gli atti di contestazione, le imposte di registro, successioni e donazioni. Semaforo rosso anche per le casse previdenziali private.
- Il caso delle multe stradali: Contrariamente a quanto si pensa, la multa non viene cancellata. L’agevolazione riguarda esclusivamente gli interessi e le maggiorazioni. La sanzione principale (la multa vera e propria) deve essere pagata integralmente.
2. I vantaggi: non solo risparmio, ma anche operatività
Il beneficio economico è evidente: chi aderisce versa solo la quota capitale, eliminando sanzioni, interessi di mora, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e aggio di riscossione.
Tuttavia, il vantaggio è anche burocratico. Presentare la domanda garantisce al contribuente la regolarità fiscale immediata, condizione indispensabile per ottenere il DURC. Si tratta di un aspetto vitale per le imprese che partecipano ad appalti pubblici o che devono incassare pagamenti dalla Pubblica Amministrazione.
3. Rateizzazione record: nove anni di tempo
La Quinquies introduce un piano di ammortamento estremamente lungo per favorire la sostenibilità del debito:
- Domanda: Da inviare telematicamente entro il 30 aprile 2026.
- Opzioni: Saldo unico entro il 31 luglio 2026 o piano rateale fino a 54 rate bimestrali (conclusione nel 2035).
- Costi della dilazione: Sulle rate si applica un interesse del 3% annuo a partire dal 1° agosto 2026.
4. La riammissione per chi è “caduto” in passato
Una novità rilevante riguarda chi ha fallito le precedenti edizioni (2018 o Legge 197/2022). La legge permette di rientrare in gioco, a patto che i debiti siano compatibili con il nuovo perimetro e che le rate della precedente riammissione siano state saldate entro il 30 settembre 2025.
5. Attenzione alle trappole: quando si perde lo sconto
La puntualità è il tallone d’Achille della rottamazione. Si decade dal beneficio se:
- Si manca il pagamento dell’unica soluzione.
- Si saltano due rate (anche se non consecutive).
- Non si salda l’ultima rata del piano.
Nota bene: Un pagamento parziale equivale a un mancato pagamento. In caso di decadenza, però, non tutto è perduto: il contribuente può ancora richiedere una dilazione ordinaria sul debito residuo (art. 19 DPR 602/1973), perdendo però lo sconto su sanzioni e interessi.
In conclusione: conviene aderire?
La Rottamazione Quinquies è un’opportunità concreta per “pulire” la propria posizione fiscale, specialmente per chi ha bisogno del DURC o ha debiti con sanzioni pesanti. La scelta del piano (unico o rateale) deve però basarsi su una reale capacità di spesa, data la severità delle regole sulla decadenza.




