Il sistema della riscossione cambia volto con il debutto della Rottamazione Quinquies, la sanatoria fiscale più estesa e flessibile mai concepita dal legislatore italiano. La misura punta a chiudere definitivamente il contenzioso tra Stato e contribuenti, offrendo la possibilità di sanare pendenze ventennali pagando esclusivamente il valore capitale del debito, con un piano di rientro che si proietta fino al 2035.
Chi può accedere: il “filtro” della dichiarazione
A differenza delle passate edizioni, la Quinquies introduce un requisito d’accesso rigoroso: l’aver regolarmente presentato la dichiarazione dei redditi. L’agevolazione è dunque riservata a chi è in regola con gli obblighi dichiarativi, ma non è riuscito a onorare i pagamenti.
- Seconda chance: Possono rientrare nel piano anche coloro che sono decaduti dalle precedenti rottamazioni, a patto che i debiti rientrino nel perimetro temporale previsto.
- Settore temporale: Sono rottamabili i carichi affidati agli agenti della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.
Cosa resta fuori: multe locali e tributi comunali
Non tutto il debito esattoriale è “rottamabile”. È fondamentale prestare attenzione alle esclusioni per non commettere errori nell’istanza:
- Multe Stradali: Sono incluse solo quelle elevate da autorità statali (Polizia di Stato, Carabinieri). Le sanzioni della Polizia Municipale restano escluse.
- Tasse Locali: IMU e TARI non rientrano nel provvedimento nazionale, poiché la loro gestione dipende dalle autonome decisioni dei singoli Comuni.
La rivoluzione delle 54 rate
Il punto di forza della misura è la sostenibilità finanziaria. Il debito può essere spalmato in un massimo di 54 rate bimestrali, con un importo minimo fissato a 100 euro per ciascun versamento.
Le opzioni di pagamento:
- Versamento Unico: Entro il 31 luglio 2026.
- Maxi-Rateizzazione: Un percorso di 9 anni con un tasso di interesse calmierato al 3%.
Il calendario della riscossione
La tabella di marcia per il 2026 e gli anni a venire è già definita:
- 30 Aprile 2026: Scadenza ultima per l’invio telematico della domanda tramite il sito di Agenzia delle Entrate-Riscossione.
- 2026 (Prime scadenze): 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre.
- 2027-2034: Sei rate annuali (gennaio, marzo, maggio, luglio, settembre, novembre).
- 2035 (Il saldo): Ultime tre rate nei mesi di gennaio, marzo e maggio.
Perché aderire: l’analisi dell’esperto
L’obiettivo dichiarato della manovra è duplice: permettere alle imprese di liberarsi da zavorre finanziarie insostenibili e consentire allo Stato di recuperare miliardi di euro di crediti che altrimenti risulterebbero inesigibili. Rispetto al passato, le rate bimestrali e l’arco temporale decennale riducono drasticamente il rischio di nuove decadenze, rendendo il piano compatibile con i flussi di cassa correnti di famiglie e professionisti.




