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Fp Cgil Ragusa: possibile rideterminazione indennità già erogate personale Covid

Pesante danno per la categoria

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Fp Cgil Ragusa: possibile rideterminazione indennità già erogate personale Covid Fp Cgil Ragusa: possibile rideterminazione indennità già erogate personale Covid

Possibile rideterminazione indennità già erogate a personale dell’ASP 7 di Ragusa impegnati in area Covid. Pesante il danno economico per la categoria. Dubbi di legittimità procedurale. È probabile che nella mensilità del mese di aprile del personale dipendente dell’ASP, e in particolare di un folto gruppo di Operatori del Settore Sanitario di questa ASP, siano state rideterminate alcune indennità precedentemente erogate, nonostante il Personale permanga nell’assegnazione alle medesime U.O. e continua a svolgere la stessa mansione. Nello specifico trattasi di Infermieri, OSS, ASS impegnati in area COVD ai quali era stata assegnata, in aggiunta, per tutto il periodo emergenziale, l’indennità di Malattie Infettive, su proposta delle OO.SS., riscontrata positivamente dall’ASP. “

È quanto afferma Nunzio Fernandez, segretario generale della FP CGIL di Ragusa, in un nota inviata al Direttore Generale ASP Ragusa, al Direttore Sanitario ASP Ragusa e al Direttore Amministrativo.
Nella nota si legge tra l’altro:
“Le indennità aggiuntive, legittimate dalle norme contrattuali, in alcun caso devono avere valore risarcitorio, ma piuttosto rappresentano un legittimo e inequivocabile segno di riconoscimento, sancito molto più copiosamente anche dai numerosi DPCM succedutisi in questi mesi. Tralasciando l’evidenza che ad oggi nulla è stato erogato ai dipendenti di questa Azienda di quanto stanziato dal Consiglio dei Ministri; con il perdurare della Pandemia, per loro l’unico ristoro resta quello erogato attraverso le indennità aggiuntive, legittimamente erogate, con gesto meritorio da parte della Direzione Strategica, che ha inteso assecondare opportunamente le proposte sindacali.

Nonostante l’avvio della campagna vaccinale è ancora palpabile l’atmosfera piena d’incertezza che si vive nei nosocomi provinciali e appare ingiusto prima che irregolare procedere al recupero di somme, senza alcun passaggio sindacale, ma soprattutto con il recupero delle somme in unica soluzione e per tutte mensilità pregresse. È assodato che tante fra le indennità sono cumulabili quali l’indennità di Malattie Infettive con quella di turno ed è altrettanto vero che possono essere erogate ad altre figure professionali. La repentina decisione assunta dalla Direzione Generale, in merito all’esclusione delle indennità e la contestuale rifusione, non rappresenta di certo un segno di vicinanza agli operatori, da parte di un’Azienda Sanitaria, piuttosto, induce il Personale sanitario a percepire in tale agire una forma di negazione e disconoscimento, sia per quanto questi lavoratori hanno dato e continuano a dare, ma anche per lo sprezzo del pericolo ricorrente nello svolgimento di questo delicato momento della loro vita lavorativa.

Ad ogni buon conto il recupero unilaterale e in unica soluzione di cifre considerevoli (anche 900,00 Euro) su buste paga di 1.200,00 Euro è secondo la F.P. CGIL illegittimo, per varie ragioni, ma principalmente perché questa operazione è stata condotta senza prima informare per iscritto il dipendente, né tanto meno la trattenuta è contingibile a sentenze di un Giudice, per tali motivazioni si chiede di verificare la piena legittimità delle somme erogate e nel caso procedere all’immediata restituzione nei confronti dei dipendenti interessati. Non riteniamo corretto,  continua la nota di Nunzio Fernandez, recuperare impropriamente risorse per rimpinguare i capitoli di spesa messi a disposizione per i dipendenti piuttosto, siamo portati a sostenere, che la straordinarietà del momento a causa del permanere della situazione emergenziale, impone delle serie riflessioni sull’operato di chi in questi mesi è stato assegnato ad un duro e rischioso contesto lavorativo, riteniamo che nel caso specifico, si possa perpetuare una grave ingiustizia nei confronti di chi ha vissuto - e continua a farlo - nelle corsie degli ospedali, ma siamo certi che tale ipotesi, venga adeguatamente riconsiderata, nel rispetto dei lavoratori e sulla base degli orientamenti emersi nei tavoli di confronto sindacale, che sono state vagliate e recepite positivamente dalla parte datoriale.”

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