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Ragusa Territorio, l'annus horribilis della sindacatura Cassì

Attenta analisi sulla situazione in città

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Ragusa Territorio, l'annus horribilis della sindacatura Cassì Ragusa Territorio, l'annus horribilis della sindacatura Cassì

Ragusa - Così come con le critiche a 360 gradi per il sindaco Peppe Cassì si era aperta questa settimana politico-amministrativa, allo stesso modo pare si stia chiudendo. A scendere in campo è ora il movimento Territorio che ha via via esaminato con attente analisi la grave crisi socioeconomica cittadina, nella sue varie articolazioni, dal Direttivo cittadino alla componente di Marina di Ragusa, guidata dal Presidente Angelo La Porta, a Elisa Marino che si occupa delle quanto mai attuali problematiche della scuola e dei servizi sociali. Ne è ora scaturita una nota del segretario cittadino, Michele Tasca, assieme al vice, Emanuele Distefano e al Presidente di Ragusa, Andrea Battaglia in cui si sono volute fissare alcune considerazioni sull’attuale situazione a Ragusa, prima di tracciare un bilancio di fine anno che coinciderà, anche, con il traguardo di metà mandato dell’amministrazione cittadina.

Michele Tasca prende spunto per le sue riflessioni dalle notizie sul piano di spesa per la Legge sui centri storici e dalla nota dell’assessore allo sviluppo economico sul programma “Sto a Ragusa”, consapevole che “è una situazione difficile quella che si sta affrontando in città  per l’emergenza pandemica e i suoi effetti di carattere socioeconomico, ma non si vedono all’orizzonte strategie in grado di imprimere una svolta quando tutto finirà, ma nemmeno strategie per dare un impulso nelle attuali condizioni”. Tornando all’analisi del piano di spesa per la Legge sui centri storici, pur ammettendo che tale piano “è condizionato, senza dubbio, dall’esiguità del finanziamento” Tasca ammette però che “non mostra elementi in grado di costituire volano di sviluppo economico e di rilancio dei centri storici”, i quali sono assillati da problemi di carattere diverso, superiormente lo spopolamento residenziale e commerciale, a Ibla problemi di vivibilità ed esigenze di carattere turistico.

Relativamente a Ragusa centro, l’arredo urbano di via  Roma, l’illuminazione di due vie e della Vallata Santa Domenica, i lavori di messa in sicurezza di elementi architettonici della Cattedrale, il ripristino dei locali dell’opera pia e della ex biblioteca, assimilano il finanziamento della Legge su Ibla ad un fondo di riserva da cui attingere per emergenze, spese correnti e non investimenti per la valorizzazione del centro storico quale potrebbe essere, per esempio il teatro Marino del quale si continua a non parlare, lasciandolo nelle attuali condizioni di degrado e di insicurezza igienico-sanitaria dell’area interessata. Ma anche per Ibla non sembrano esserci strategie all’altezza delle scelte del passato e dello spirito della legge: manutenzioni di strade, segnaletica e immobili per oltre 200.000 euro, altri 200.000 euro per favorire flussi di vetture e parcheggi sulla circonvallazione che si cerca di allargare in netta contraddizione con quello che si dovrebbe fare a Ibla, eliminare traffico e vetture parcheggiate.

E poi spiccioli per opere ordinarie per le quali si sarebbe già dovuto provvedere, servizi igienici pubblici e infiltrazioni di umidità a Palazzo Cosentini. Arriva poi la stoccata “per le strategie dell’assessorato allo sviluppo economico” di cui Territorio non intravede mosse realmente interessanti nell’interesse della città e del centro storico in particolare.Anzi, “tali strategie sono partite dalla rinascita di via Roma con un sostegno a nuove attività economiche, normale che si andasse alle vie limitrofe e al quadrilatero classico del centro storico superiore, leggiamo, piuttosto, che siamo arrivati alla via Pennavaria e al viale Leonardo da Vinci, zone che con il centro storico hanno poco a che fare, addirittura si pensa ad altri ambiti urbani, cosa che stravolge l’iniziale intento di riportare la gente in centro per gli acquisti”. Insomma, per Territrio “l’iniziativa “Sto a Ragusa” che, elettivamente, per il nome, dovrebbe riguardare start-up di giovani, si rileva solo una mera operazione di sostegno alle imprese, ma di portata minimale con soli 8.000 euro di contributo che, oggi, rappresentano una quota esigua, senza, peraltro, badare alle tipologie commerciali in grado di catalizzare flussi di compratori nelle vie centrali.

La stessa nota dell’assessorato parla di ulteriore incremento di bar, pub e bistrot, un ripopolamento riservato solo alle ore serali e notturne, un ripopolamento, finora non visto, che non serve alla città, né ai cittadini ma solo alla movida e al popolo della notte con annessi e connessi. Anche l’iniziativa per i locali commerciali si è rivelata un flop, con un solo aderente; questa amministrazione persevera nelle scelte errate, che non hanno riscontri effettivi, come per l’area del City, che non è né riqualificata né rilanciata nella sua fruibilità, ma si continua con la presunzione di imporre soluzioni ingegnose, come quelle per via del Mercato o per Carmine Putie, che non hanno dato nessun tipo di riscontro”. Infine Michele Tasca conclude “continuando di questo passo, ogni tentativo di risalita costituirà una impresa dagli esiti quanto mai dubbi”. (da.di.)

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