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Modica, l'ultimo saluto a Giorgio Covato

A 94 anni ha lasciato la terra e la sua Frigintini

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Modica, l'ultimo saluto a Giorgio Covato Modica, l'ultimo saluto a Giorgio Covato

Modica, l'ultimo saluto a Giorgio Covato. A 94 anni, compiuti poco più di un mese fa, se ne è andato; ha lasciato la terra e la sua Frigintini.

Modica - A 94 anni, compiuti poco più di un mese fa, se ne è andato; ha lasciato la terra e la sua Frigintini. Che ha costruito pezzo per pezzo, prima da consigliere comunale di Noto -quando la frazione, oggi modicana, era netina- e poi da uomo delle istituzioni della città di Modica e sindacalista di grande spessore. Bracciante e manovale già a 16 anni, nel 1948, mentre l’Italia viveva un periodo impossibile, ha cominciato a dedicare il suo impegno alle due passioni di una vita: politica e sindacato. Giorgio Covato, è stato sindacalista, consigliere comunale a Modica per 41 anni e, ancor prima, per 3 anni a Noto; è stato per tanti anni assessore.

Eletto sempre con messe di consensi a certificarne serietà e dedizione. Un democristiano vero ed autentico, che ha fatto dei valori genuini di quel partito, la stella pollare del suo impegno. Era di Frigintini, figlio di quella terra quando era solo campagna e poi padre putativo nell’averla fatta diventare ciò che è oggi. Perchè le strade -12 quelle fatte grazie a lui-, le piazze, il campo sportivo, la scuola media, la sede delle poste, il centro anziani, la delegazione comunale, il poliambulatorio, la rete fognaria, quella idrica, sono figli del suo impegno per Frigintini. A lui, si deve l’elettrificazione non solo della sua frazione ma di grandissima parte della campagna modicana.

Perché fu lui, in quell’indissolubile e immarcescibile sodalizio con Nino Avola, a volere i pali della luca in tutta la frazione e, a cascata, nel resto della periferia rupestre della città. Giorgio Covato, è stato uomo di impegno e serietà. Democristiano, appunto. Fondatore della cooperativa cattolica di lavoratori Mater et Magistra, Covato andava in bici nelle campagne, sino alle porte di Siracusa, per mettere in regola chi lavorava la terra. Un lavoratore instancabile nella CISL, quell’area sindacale cui faceva riferimento la sua area democristiana. Con Nino Avola, innanzitutto; ma anche con l’ex presidente della Regione, Rino Nicolosi e con l’onorevole, Scalia. Gente cattolica vera; e che, proprio sul credo cattolico e sull’impegno dei cattolici, fondava se stessa e la propria azione. 9 anni fa, a Modica, una targa gli riconobbe il suo impegno sindacale, iniziato ad appena 22 anni e mai finito. Covato, che nell’aula di Palazzo San Domenico, si batteva ed otteneva per Frigintini, anche quando era unica voce contro 39 opposte.

Grazie alla forza della sua ‘vera’ amicizia con Nino Avola, ha fatto tutto per Frigintini; solo con la passione e solo per la passione e l’amore che aveva per questo lembo di Modica e per la gente che lo abita. Anche l’Associazione Frantoiani Oleari porta la sua firma. L’idea di mettere insieme tutti i fattori di quella splendida eccellenza che è l’olio di Frigintini. Un uomo autentico, schietto, venuto dal popolo e che al popolo guardava. Giorgio Covato era questo. Ha guidato per 20 anni l’Unione Cooperative, continuando a spendersi anche quando, 27 anni fa, a 67 anni, decise di mollare la rappresentanza istituzionale a Palazzo San Domenico, lasciando il testimone al figlio, Piero.

E agli inizi degli anni ’90, mentre la bufera travolgeva tutti i partiti che furono e la sua DC, lui, Giorgio Covato, orgogliosamente continuava a dirsi democristiano, incarnandone i valori genuini. 48 anni fa, l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica; era il 27 dicembre del 1972. Oggi, alle 15.30, sarà l’ultimo saluto, nella chiesa di San Giorgio a chi diceva di se: “Per me, fare politica e sindacato è servizio ai cittadini ed alla comunità”. Saranno in pochi ad esserci, per le disposizioni di legge. Saranno in tantissimi, a ricordarlo. Tutta Frigintini e non solo. Con il cuore insieme a lui, per accompagnarlo nell’ultimo viaggio. L’unico viaggio che avrebbe mai potuto staccarlo da quella Frigintini che ha amato come nessuno mai prima e come nessuno mai dopo…(di Salvatore Cannata)

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