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Ragusa, Giuseppe Ferlito racconta la storia di Danny Boodman

Al Teatro Donnafugata di Ragusa Ibla

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Ragusa, Giuseppe Ferlito racconta la storia di Danny Boodman Ragusa, Giuseppe Ferlito racconta la storia di Danny Boodman

La storia di Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento è raccontata dal suo amico trombettista Tim Tooney. Ad interpretarlo con assoluta padronanza torna l’attore ragusano Giuseppe Ferlito nella produzione del Centro Teatro Studi, con la regia di Franco Giorgio. Il salto nella poesia e nell’immaginazione, che sembra non dover mai finire, e che ha già riscosso grande successo nelle precedenti rappresentazioni, sarà riproposto sabato 29 febbraio alle 21 e domenica 1 marzo alle 18 al teatro Donnafugata di Ragusa Ibla, ingresso 15 euro.

Novanta minuti e un solo attore in scena capace di coinvolgere lo spettatore attraverso un racconto magico e straordinario dove a vincere è soprattutto la parola, la forza di una storia che oltrepassa tutto e tutti, frastagliandosi in altre microstorie che ruotano attorno a uno straordinario protagonista. Sì, proprio lui, Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento che vive sul Virginian, un piroscafo che, negli anni fra le due guerre, faceva la spola tra Europa e America, con il suo carico di miliardari, di emigranti e di gente qualsiasi. Novecento non riesce a superare la paura d’amare e di fare tutte quelle cose che inevitabilmente lo legherebbero alla terra e per questo dedica tutta la sua vita a suonare per i passeggeri del Virginian, vivendo passioni e desideri non suoi, fino ad annullarli nella musica. Giuseppe Ferlito anima una straordinaria prova d’attore interpretando, oltre a Tim Tooney, anche gli altri insoliti, buffi, personaggi che vivono a bordo del Virginian (il capitano, il timoniere, il marconista balbuziente, il medico o il cameriere stupido).

Oltre alla regia di Franco Giorgio, che ha voluto scommettere su questo testo straordinario, atto unico di Alessandro Baricco, ci sono anche le scene e i costumi di Daniela Antoci e Daniela Dimartino, le musiche di Yann Tiersen, Scott Joplin, Randy Newman, le coreografie di Emanuele Curcio e le luci di Saro Baglieri. Un appuntamento da non perdere per chi non l’ha mai visto o da rivedere per chi lo ha già apprezzato e applaudito.

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