Tassa occupazione suolo pubblico

Aumento Cosap, la Cna di Modica non ci sta

Chiesto un confronto con la Giunta

L'aumento della Cosap a Modica, secondo la Cna è spropositato e per questo chiederà un confronto urgente alla Giunta comunale sulla tassa che riguarda l’occupazione del suolo pubblico con l’obiettivo di individuare una soluzione che possa contemperare le esigenze degli esercenti da un lato e dell’amministrazione dall’altro.

“La questione merita di essere affrontata celermente – chiarisce il responsabile comunale Carmelo Caccamo – poiché la delibera della Giunta comunale n. 66 del 14/03/19 e la deliberazione del Consiglio comunale n. 30 del 27/03/19 avente ad oggetto “modifiche al regolamento comunale per l’applicazione del canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (Cosap)”, ha determinato un aumento dei canoni che ci sembra alquanto spropositato”. “Occorre riflettere sul fatto, tra l’altro – prosegue Caccamo – che numerosi esercizi, per adeguarsi al regolamento in questione , avevano sostenuto investimenti importanti allo scopo di realizzare i dehors in aderenza alle nuove linee guida. Adesso, però, gli stessi esercenti stanno facendo i conti con il pagamento di una imposta che, conti alla mano, nel 2019 si è più che duplicata rispetto all’anno precedente.

E’ Alessandro Di Martino, responsabile Terziario e Commercio della Cna territoriale di Ragusa, a sottolineare, con riferimento al caso di Modica, che “già i commercianti della città a inizio stagione avevano dovuto fare i conti con una consistente flessione delle presenze a causa del maltempo. A questo si aggiungano i numerosi adempimenti che gli operatori del settore sono costretti a onorare e si avrà, dunque, l’esatta percezione di come l’importo eccessivo della Cosap preoccupi, e non poco, gli operatori del settore. A dire il vero l’aumento ce lo aspettavamo, ma non certo di questa entità. La Cna ha raccolto le numerose istanze che arrivano dalla base e per questo motivo chiediamo all’amministrazione comunale un confronto molto schietto”. “Occorre trovare una via d’uscita - conclude Caccamo – che garantisca le esigenze degli operatori da noi rappresentate quali: bar, ristoranti, pizzerie e commercio ambulante a posto fisso con i quali ci confronteremo in un’assemblea che si terrà in questi giorni".