Accusato di truffa e abuso

Arrestato il dottore Carmelo Aprile, dirigente del Maggiore di Modica

L'operazione partita dalla denuncia di un paziente

E’ accusato di truffa pluriaggravata ai danni dello Stato, abuso d’ufficio e peculato aggravato, il dirigente medico dell’ospedale Maggiore di Modica arrestato questa mattina dai Carabinieri di Modica su ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Ragusa su richiesta del Pubblico Ministero Fabio D’ANNA.

Si tratta di Carmelo Aprile, noto specialista di gastroenterologia. L’attività investigativa svolta interamente dalla Stazione di Modica, sotto la direzione della Procura di Ragusa, con attività d’intercettazione telefonica, acquisizione di documentazione presso l’Azienda Sanitaria Provinciale e l’escussione di numerosi pazienti, ha permesso di acclarare una consolidata gestione personalistica e scorretta, a danno dello Stato e di pazienti spesso bisognosi e poco abbienti, della pubblica funzione del dirigente medico indagato, fornito di rapporto di lavoro a tempo pieno ed esclusivo.

Lo specialista ha svolto costantemente numerosi esami diagnostici e visite mediche, utilizzando mezzi, farmaci, locali e forza lavoro dell’Ospedale ove presta servizio, in totale violazione di norme, poiché, non essendo autorizzato allo svolgimento di attività di libera professione in intra moenia, ha indotto molti pazienti a non prenotare tramite centro prenotazioni, ed ha preteso, quale corrispettivo della visita, somme di denaro anche maggiori rispetto al prezziario regionale. Tutti i versamenti sono avvenuti in contante, senza rilascio di alcuna ricevuta fiscale, con danno ingente sia ai pazienti che al Servizio Sanitario Nazionale. Il delitto di peculato contestato si è estrinsecato nell’aver svolto visite ed esami appropriandosi delle strumentazioni a lui fornite dalla struttura sanitaria.

L’abuso d’ufficio si è configurato anche nei casi in cui, senza alcuna copertura normativa, ha svolto prestazioni sanitarie a titolo amicale e gratuito, provocando danno economico all’Azienda Sanitaria, nonché violando i principi di corretta gestione delle liste d’attesa previsti dal Piano Regionale vigente. L’indagine, è scaturita dalla denuncia di un cittadino che ha fornito alla Procura di Ragusa un quadro indiziario chiaro ed incontrovertibile che permetteva l’emissione del provvedimento in breve tempo. I malcapitati pazienti si vedevano costretti a versare anche 150 Euro per un esame diagnostico a fronte di un ticket molto minore, che avrebbe assicurato anche alle casse dell’Ospedale il corretto corrispettivo per l’uso dei mezzi.

L’attività dei militari dell’Arma ha permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato che è gravati da procedimento penale per condotte simile quando svolgeva servizio presso il Nosocomio di Scicli; ed ha condotto a rassegnare al Pubblico Ministero le esigenze cautelari stringenti per evitare la commissione di reati della stesse specie di quelli commessi. Al termine delle formalità l’uomo è stato associato agli arresti domiciliari.