Il Teatro Badia a Ragusa si prepara a ospitare una doppia serata dedicata alla musica d’autore, confermandosi punto di riferimento culturale nel cuore del capoluogo ibleo. Giovedì 23 aprile alle ore 19:00 il maestro Alireza Mortazavi porterà in scena le sonorità del santur, mentre venerdì 24 aprile alle ore 20:00 il Trio Netti proporrà un viaggio antologico tra i successi che hanno segnato il trentennio 1960-1990.
L’apertura della rassegna è affidata ad Alireza Mortazavi, compositore e virtuoso del santur, un antico strumento a corde percosse originario della Persia. La serata, realizzata con il patrocinio di Feder.Spr., vedrà l’artista esibirsi in una performance arricchita dagli interventi di Alberto Cupperi, Lucrezia Fantarella ed Elena Iurato. Il concerto si preannuncia come un’esplorazione sonora dai toni ipnotici, accessibile con un ticket d’ingresso di 10 euro.
Il direttore artistico Maurizio Nicastro ha espresso grande soddisfazione per la qualità della proposta, sottolineando come l’intento sia quello di offrire esperienze profondamente diverse. Secondo Nicastro: “Abbiamo voluto offrire al pubblico due serate molto diverse tra loro, ma unite dalla stessa ricerca di qualità. Da un lato la profondità spirituale e la raffinatezza del santur di Mortazavi, dall’altro un percorso emozionale dentro le melodie che hanno accompagnato intere generazioni”.
L’apertura della rassegna è affidata ad Alireza Mortazavi, compositore e virtuoso del santur, un antico strumento a corde percosse originario della Persia. La serata, realizzata con il patrocinio di Feder.Spr., vedrà l’artista esibirsi in una performance arricchita dagli interventi di Alberto Cupperi, Lucrezia Fantarella ed Elena Iurato. Il concerto si preannuncia come un’esplorazione sonora dai toni ipnotici, accessibile con un ticket d’ingresso di 10 euro.
Il direttore artistico Maurizio Nicastro ha espresso grande soddisfazione per la qualità della proposta, sottolineando come l’intento sia quello di offrire esperienze profondamente diverse. Secondo Nicastro: “Abbiamo voluto offrire al pubblico due serate molto diverse tra loro, ma unite dalla stessa ricerca di qualità. Da un lato la profondità spirituale e la raffinatezza del santur di Mortazavi, dall’altro un percorso emozionale dentro le melodie che hanno accompagnato intere generazioni”.




