La Guardia di Finanza di Messina ha inferto un duro colpo al fenomeno del lavoro nero nel settore del commercio di carburanti, sanzionando due imprenditori di Barcellona Pozzo di Gotto per circa 570.000,00 euro. L’attività ispettiva, condotta in sinergia con l’INPS e l’Ispettorato del Lavoro, ha permesso di individuare 27 lavoratori completamente in nero e 31 irregolari. L’operazione rappresenta lo sviluppo amministrativo di un’indagine penale che già nell’ottobre 2025 aveva portato all’arresto dei titolari per sfruttamento della manodopera.
Le indagini dei finanzieri della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto hanno documentato una gestione spregiudicata del personale nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2024. Gli inquirenti hanno accertato come ai dipendenti addetti alle colonnine di erogazione venissero imposti turni di 8 ore, a fronte di una registrazione in busta paga di sole 6 ore e 40 minuti. Questo espediente permetteva ai datori di lavoro di evadere sistematicamente gli oneri contributivi, gravando interamente sulla posizione futura dei lavoratori.
Oltre all’impiego di manodopera in totale assenza di contratti, l’operazione ha svelato pratiche vessatorie per il recupero delle somme erogate. Gli imprenditori infatti non corrispondevano le maggiorazioni per gli straordinari né le indennità per i giorni festivi. In alcuni casi limite, i datori di lavoro pretendevano la restituzione in contanti delle mensilità aggiuntive, come tredicesima e quattordicesima, dopo averle formalmente accreditate sui conti correnti per simulare la regolarità dei pagamenti.
L’attività odierna si è concentrata sulla tracciabilità delle retribuzioni e sul recupero delle somme indebitamente sottratte alle casse dello Stato. La stretta collaborazione tra le istituzioni ha permesso di incrociare i dati della Procura della Repubblica di Messina, diretta dal Dott. Giuseppe Verzera, con le evidenze amministrative degli ispettori del lavoro. La Guardia di Finanza ha sottolineato come la corresponsione di stipendi “fuori busta” sia uno dei segnali più evidenti di un sistema economico inquinato da illeciti economico-finanziari.
L’operazione conferma l’attenzione delle autorità verso le segnalazioni dei cittadini e dei lavoratori stessi, spesso costretti ad accettare condizioni degradanti pur di mantenere l’occupazione. Le sanzioni pecuniarie elevate, che superano il mezzo milione di euro, mirano a ristabilire la legalità in un settore, quello del carburante per autotrazione, dove i margini di profitto vengono talvolta gonfiati artificialmente attraverso l’illegalità diffusa. Il monitoraggio della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto resterà costante per garantire il rispetto dei contratti collettivi nazionali e dei periodi di riposo spettanti a ogni lavoratore.




