Il bonus gite scolastiche, la misura di sostegno economico dedicata ai viaggi di istruzione, resta attivo anche per l’anno scolastico 2025/2026. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha confermato che le risorse non spese negli esercizi precedenti possono essere utilizzate dalle scuole per finanziare le uscite didattiche degli studenti. L’agevolazione, nota anche come Welfare gite, prevede un contributo massimo di 150 euro a studente, ma presenta importanti novità gestionali: la competenza sui requisiti d’accesso passa ora direttamente ai singoli Consigli d’Istituto.
L’iniziativa si inserisce in un quadro di spesa pubblica per l’istruzione che in Italia si attesta intorno al 4% del PIL, una cifra lievemente inferiore alla media europea. Il costo dei viaggi d’istruzione ha subito un incremento stimato del 20% nell’ultimo triennio a causa del rincaro dei trasporti e delle strutture ricettive, rendendo il contributo ministeriale fondamentale per garantire il diritto allo studio e l’inclusione. Storicamente, le uscite didattiche non sono considerate semplici svaghi, ma strumenti pedagogici per il contrasto alla dispersione scolastica, specialmente nelle aree del Paese con maggiore fragilità socio-economica.
Fondi residui e proroga del Welfare gite
La decisione del Ministero nasce dalla necessità di impiegare i circa 50 milioni di euro stanziati originariamente per l’anno 2023/2024. Poiché una parte di queste risorse è rimasta giacente nei bilanci delle scuole superiori, l’amministrazione centrale ha autorizzato un ulteriore esercizio finanziario per evitare che i soldi tornassero nelle casse dello Stato. Il Ministero ha infatti chiarito: “Si comunica alle istituzioni scolastiche in indirizzo la possibilità di utilizzare per un ulteriore esercizio finanziario le somme rimaste non impiegate, rispettando l’originario vincolo di destinazione”.
Questa precisazione evita l’applicazione della norma che prevede il riassorbimento dei fondi inutilizzati per tre esercizi consecutivi. Le scuole dovranno però prestare attenzione alla rendicontazione finale. Secondo le direttive vigenti, “A conclusione dell’anno scolastico corrente sarà cura dell’istituzione scolastica compilare il consueto monitoraggio, che verrà appositamente attivato, e restituire le eventuali risorse non spese”. Senza un pieno utilizzo entro il termine del 2026, i fondi residui andranno definitivamente restituiti.
Autonomia delle scuole e criteri per il bonus gite scolastiche
La novità più rilevante per le famiglie riguarda i criteri di selezione dei beneficiari. Se in passato il Ministero aveva fissato una soglia Isee rigida a 15.000 euro, oggi la palla passa alle singole scuole. La nota ministeriale specifica che “i criteri per l’impiego di tali somme devono essere deliberati dal Consiglio di Istituto”. Di conseguenza, ogni scuola potrà decidere autonomamente se confermare il precedente limite o allargare la platea dei beneficiari in base alle specifiche esigenze della propria popolazione studentesca.
Anche la procedura di domanda cambia radicalmente. Non esiste più una piattaforma centralizzata nazionale: la gestione è affidata interamente alle segreterie scolastiche. I genitori interessati dovranno consultare le circolari interne pubblicate sul sito del proprio istituto per verificare scadenze e modalità di richiesta. Il contributo può essere erogato sotto forma di sconto diretto sul costo del viaggio o come rimborso successivo. Resta invariato l’obiettivo sociale della misura: permettere a tutti gli studenti, indipendentemente dalle condizioni economiche di partenza, di partecipare a esperienze formative considerate parte integrante del percorso di crescita culturale.



