Il bonus giovani under 35 si prepara a diventare un pilastro stabile del mercato del lavoro italiano. All’interno del prossimo Decreto Lavoro, atteso per il Primo Maggio, l’esecutivo punta a rendere strutturale lo sgravio contributivo per le assunzioni a tempo indeterminato dei lavoratori con meno di 35 anni. La misura, attualmente in scadenza al 30 aprile dopo una breve proroga di quattro mesi, prevede incentivi fiscali robusti che, nelle regioni del Mezzogiorno e del Centro Italia, possono raggiungere un valore massimo di 650 euro al mese.
Il ricorso alla decontribuzione per favorire l’ingresso dei profili junior non è una novità nel panorama legislativo nazionale. Già con la Legge di Bilancio 2018 l’Italia aveva introdotto sgravi triennali per stabilizzare l’occupazione giovanile, una strategia che ha permesso di contenere parzialmente il fenomeno dei NEET (giovani che non studiano e non lavorano), la cui incidenza in Italia resta tra le più alte dell’area UE. L’attuale focalizzazione sulla ZES Unica (Zona Economica Speciale) risponde alla necessità di accorciare il gap produttivo tra Nord e Sud, offrendo alle imprese meridionali strumenti finanziari più aggressivi per competere sul piano del costo del lavoro e dell’innovazione organizzativa.
Requisiti e funzionamento del bonus giovani under 35
L’incentivo fiscale si rivolge alle aziende che scelgono di assumere giovani per la prima volta con contratto a tempo indeterminato o che procedono alla trasformazione di rapporti a termine già esistenti. L’agevolazione può raggiungere la totalità dei contributi (100%) qualora l’operazione generi un incremento occupazionale netto, ovvero se il numero dei dipendenti cresce rispetto alla media dell’anno precedente. In caso di semplice sostituzione o mantenimento dei livelli occupazionali, l’esonero contributivo scende invece al 70%.
Il risparmio complessivo per il datore di lavoro può ammontare a circa 8.000 euro l’anno per un periodo che varia dai 24 ai 36 mesi. Per accedere al beneficio, le imprese devono rispettare clausole rigide: il lavoratore non deve aver mai avuto precedenti contratti a tempo indeterminato e l’azienda non deve aver effettuato licenziamenti per giustificato motivo oggettivo o collettivi nei sei mesi antecedenti l’assunzione.
Le agevolazioni nelle Regioni Zes e l’impatto sul mercato
L’architettura del bonus giovani under 35 prevede un potenziamento significativo per le unità produttive situate nel Centro-Sud. Mentre il tetto standard dello sgravio è fissato a 500 euro mensili, la cifra sale a 650 euro per i territori della Zona Economica Speciale Unica. Le regioni interessate da questa maggiorazione sono Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria.
I dati preliminari diffusi dall’INPS evidenziano un forte dinamismo nel Settentrione, con circa 131.000 potenziali assunzioni incentivate, a fronte delle 15.000 stimate per il Mezzogiorno. Questa sproporzione riflette la diversa densità del tessuto industriale, ma l’integrazione con la ZES Unica punta a invertire la tendenza, promuovendo il ricambio generazionale all’interno delle PMI meridionali. L’obiettivo del Governo, oltre alla conferma degli incentivi per l’occupazione femminile, è rendere queste misure strutturali per garantire alle aziende una programmazione a lungo termine degli investimenti nelle risorse umane.



