Sabato 18 aprile, alle ore 19, la galleria SACCA di Modica inaugura “Questa non è una mostra sul paesaggio“, un progetto espositivo curato da Giovanni Scucces. La bipersonale mette a confronto le visioni di Giuseppe Costa e Carlo Alberto Rastelli, indagando il concetto di scenario naturale non come dato oggettivo, ma come costruzione mentale e percettiva.
La mostra si inserisce in un momento di particolare fermento per il distretto culturale del Sud-Est siciliano, che negli ultimi anni ha visto crescere il numero di spazi indipendenti dedicati al contemporaneo. Modica, in particolare, sta consolidando un network di gallerie capaci di attrarre artisti attivi su scala nazionale, contribuendo a un indotto turistico legato al collezionismo che in Sicilia ha registrato un incremento di presenze del 12% nell’ultimo biennio, trasformando i centri barocchi in laboratori di sperimentazione visiva.
Giuseppe Costa e la smaterializzazione della memoria
L’esposizione, visitabile fino al 13 giugno 2026, propone un titolo che cita esplicitamente il surrealismo di Magritte per scardinare le certezze dell’osservatore. Nelle opere di Giuseppe Costa, palermitano di stanza a Milano, il paesaggio subisce un processo di rarefazione. Attraverso l’uso sapiente di carboncino, grafite e pastelli, l’artista genera atmosfere pulviscolari dove i contorni degli elementi naturali si dissolvono in foschie sensoriali, trasformando il disegno in un frammento di memoria oscillante.
Costa, che vanta opere nella collezione del Museo del Novecento di Milano, lavora sulla sottrazione. Il vento e l’acqua perdono la loro connotazione geografica per diventare pura materia tattile. In questo contesto, l’immagine non è una riproduzione del reale, ma una soglia percettiva che invita chi guarda a completare la visione attraverso il proprio vissuto interiore.
La struttura scenica e il pattern pop di Carlo Alberto Rastelli
Al polo opposto della ricerca si colloca Carlo Alberto Rastelli. Il pittore parmense, finalista al Premio Cairo, costruisce immagini in cui la figura umana riprende centralità, muovendosi all’interno di scenografie complesse. Qui il paesaggio si organizza come un dispositivo narrativo attivo, arricchito da pattern decorativi e riferimenti all’estetica pop. L’utilizzo del legno di abete come supporto non è casuale: le venature naturali entrano a far parte della composizione, integrandosi con galassie e costellazioni che fungono da proiezioni psicologiche.
Il dialogo tra i due autori si sviluppa proprio in questa tensione: se in Costa il paesaggio si smaterializza fino a diventare assenza, in Rastelli si trasforma in struttura scenica, perdendo in entrambi i casi il ruolo passivo di sfondo. La galleria SACCA, situata in via Sacro Cuore, rimarrà aperta dal martedì al sabato, dalle 17 alle 20, offrendo un’occasione di analisi sulla pittura contemporanea italiana e sui suoi nuovi linguaggi espressivi.



