Entra nel vivo la fase operativa della Rottamazione-quinquies. Con la scadenza per l’adesione fissata al 30 aprile 2026, i contribuenti hanno ormai poco più di un mese per valutare la convenienza della sanatoria introdotta dall’ultima Legge di Bilancio. Il vero cuore della misura, tuttavia, non è solo lo stralcio di sanzioni e interessi, ma la flessibilità del piano di rientro, che verrà letteralmente “cucito addosso” all’importo del debito.
La regola dei 100 euro: la soglia che “stira” il calendario
A differenza delle precedenti edizioni, la durata della Quinquies non è fissa per tutti. Il fattore determinante è l’importo minimo della rata, stabilito in 100 euro. Questo parametro crea un meccanismo direttamente proporzionale:
- Debiti elevati (oltre 5.400 €): Consentono di accedere al piano massimo di 54 rate bimestrali, spalmando il debito su un arco di nove anni (fino al 31 maggio 2035).
- Debiti contenuti: Vedranno un piano molto più breve. Ad esempio, una cartella da 1.000 euro verrà estinta in sole 10 rate, concludendo il percorso già a gennaio 2028.
In sostanza, meno si deve al Fisco, più veloce sarà l’uscita dalla sanatoria.
Statistiche alla mano: una sanatoria “slim” per la maggioranza
I dati forniti dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER) delineano uno scenario chiaro: per la stragrande maggioranza degli italiani, la rottamazione sarà un impegno di breve o media durata.
- 76,1% dei crediti: Rientra nella fascia sotto i 1.000 euro.
- 16,9% dei crediti: Si attesta tra 1.000 e 5.000 euro.
- Solo il 7%: Riguarda posizioni debitorie superiori, le uniche che potranno effettivamente godere del respiro decennale del piano massimo.
La “scadenza della verità”: il 30 giugno 2026
Il ruolo del contribuente si esaurisce con la domanda entro aprile, ma la palla passerà poi all’AdER. L’Agenzia avrà tempo fino al 30 giugno 2026 per inviare la “Comunicazione delle somme dovute”.
Questo documento sarà fondamentale perché conterrà:
- Il calcolo definitivo: Al netto di sanzioni, interessi di mora, interessi iscritti a ruolo e aggio.
- Lo scomputo: Verranno sottratti eventuali pagamenti già effettuati (ad esempio per rateizzazioni ordinarie precedenti).
- Il bollettino di marcia: Il numero esatto di rate concesse e le date di scadenza, partendo dal primo appuntamento del 31 luglio 2026.
Il consiglio del giornalista: La comunicazione del 30 giugno sarà il “momento della verità”. Sarà solo allora che il cittadino potrà toccare con mano l’effettivo risparmio e l’impatto mensile sulle proprie finanze, decidendo se procedere con il primo versamento o se il piano risulti troppo oneroso.




