Ragusa – Dal 7 al 22 febbraio 2026 il Centro Commerciale Culturale “Mimì Arezzo” di Ragusa ospita la mostra “Andrea Camilleri. Identità, scoperta e conoscenza”, progetto espositivo curato da Amedeo Fusco e promosso dal Fondo Andrea Camilleri con il Comitato Nazionale Camilleri 100, inserito nelle celebrazioni ufficiali del Centenario della nascita di Andrea Camilleri (1925–2025).
L’inaugurazione, svoltasi sabato 7 febbraio alle ore 18.00, ha registrato una notevole affluenza di pubblico e una partecipazione attenta e sentita, confermando il forte interesse culturale verso la figura dello scrittore siciliano e verso un progetto che intreccia arte contemporanea, memoria e riflessione civile.
La mostra si configura come un percorso culturale e artistico che indaga l’opera e il pensiero di Andrea Camilleri, autore capace di unire lingua, ironia, memoria e impegno civile, lasciando un’eredità ancora viva e interrogante. Il progetto si sviluppa attorno a tre parole chiave — identità, scoperta e conoscenza — che diventano altrettanti livelli di lettura dell’universo camilleriano.
L’identità emerge come radice linguistica e culturale, come appartenenza e consapevolezza; la scoperta come curiosità intellettuale, indagine narrativa e apertura verso l’altro; la conoscenza come strumento critico per comprendere la complessità del reale.

Attraverso opere e contributi artistici, la mostra propone una visione contemporanea di Camilleri, evitando ogni forma di celebrazione retorica e restituendo invece la vitalità del suo pensiero. Un Camilleri vivo, capace ancora oggi di generare dialogo, coscienza critica e nuove domande.
Il progetto si inserisce nel solco delle attività culturali promosse dal Centro di Aggregazione Culturale, che negli anni ha dedicato mostre a grandi icone della storia, dell’arte e dell’immaginario collettivo — da Frida Kahlo a Cristo, da Maradona a Marilyn Monroe, da Don Chisciotte fino a Vasco Rossi — confermandosi come luogo di incontro tra linguaggi artistici, memoria e contemporaneità.
All’inaugurazione sono intervenuti il sindaco di Ragusa Peppe Cassì, l’onorevole Stefania Campo, deputato regionale, il curatore Amedeo Fusco, il cuntastorie Ciccio Schembari e molti degli artisti espositori, ciascuno offrendo un contributo che ha arricchito il senso e la profondità dell’evento.
Il sindaco Peppe Cassì ha ribadito il debito di gratitudine della città verso Camilleri, non solo come gigante della letteratura italiana, ma anche come figura che ha contribuito in modo determinante alla valorizzazione del territorio ibleo. Ha sottolineato l’importanza di portare eventi culturali di qualità nel centro storico, riconoscendo all’arte un ruolo concreto nella rigenerazione urbana e sociale, plaudendo l’attività di Amedeo Fusco riconoscendone il merito per essere riuscito, ancora una volta, ad organizzare un evento importante per la vita culturale della città.
L’onorevole Stefania Campo, intervenuta sia come rappresentante istituzionale sia come artista, ha messo in luce l’energia particolare che attraversa la mostra. Un’energia collettiva, nata dalle riletture personali degli artisti, capace di coinvolgere il visitatore e di restituire un Camilleri sentito come patrimonio comune, profondamente radicato nella storia e nell’identità siciliana. Amedeo Fusco ha ringraziato la famiglia Camilleri e la fondazione per la disponibilità e collaborazione; ha poi raccontato la genesi del progetto, legata al suo percorso teatrale e al primo incontro con l’opera di Camilleri, sottolineando come la parola dello scrittore continui a offrire “fenditure di senso e di speranza”. E rappresenta l’importanza dell’arte e della cultura per la nostra vita, che con le sue parole ti indica spiragli, ti offre appigli perché ogni volta che lo leggiamo, ogni volta che lo ascoltiamo c i dona delle rivelazioni che illuminano la strada del nostro cammino. Ha evidenziato, inoltre, il ruolo fondamentale degli artisti coinvolti, provenienti da diverse parti d’Italia, capaci di dialogare con l’eredità camilleriana attraverso linguaggi personali e differenti.
Il cuntastorie Ciccio Schembari ha infine riportato la parola di Camilleri alla sua dimensione più orale e popolare, offrendo un momento narrativo che ha rinsaldato il legame tra racconto, memoria e comunità, ricordando quanto la voce e il ritmo siano elementi centrali nella tradizione culturale siciliana.

Alla mostra partecipano numerosi artisti contemporanei chiamati a confrontarsi con l’eredità camilleriana:
Salvo Distefano, Dino Puglisi, Ivo D’Orazio, Samuel Occhipinti, Pamela Siciliano, Sebastiano Montalto, Dania Minotti, Matteo Pugliares, Silvana Licitra, Giuseppe Battaglia, Emanuele La Monica, Carmelinda Alacqua, Ivana Rigo, Rosetta Giombarresi, Roberto Trucco, Antonella Pizzo, Giorgio Moltisanti, Gianfranco Brusegan, Carmela Garaffa, Sergio Cimbali, Nadia Petralito, Iolanda Galletti, Maria Scollo, Vincenza Trovato, Salvatore Massari, Rita Guardavascio, Salvatore Denaro, Adriana Stella, Valentina Dezio, Rita Albergamo, Lilly Loprete, Salvatore Gerbino, Carla Boi, Annalisa Cavallo, Manuela Distefano, Francesco Baglieri, Adele Castro, Carmelo Carrubba e Oriana Moltisanti.
L’iniziativa, organizzata dal Centro di Aggregazione Culturale è realizzata con il patrocinio del Comune di Ragusa, e la promozione del Fondo Camilleri, si rivolge a un pubblico ampio e trasversale — studiosi, appassionati di letteratura, artisti, studenti e cittadini — e si propone di valorizzare e diffondere il patrimonio culturale di Andrea Camilleri attraverso una pluralità di sguardi e interpretazioni.
La mostra è visitabile fino al 22 febbraio 2026 con i seguenti orari:
dal lunedì al sabato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30; la domenica dalle 15.30 alle 19.30.




