Il mese di febbraio 2026 porta con sé importanti novità per i beneficiari dell’Assegno Unico e Universale (AUU). Tra la rivalutazione degli importi legata all’inflazione e le scadenze cruciali per il rinnovo dell’ISEE, le famiglie sono chiamate a monitorare con attenzione la propria posizione per evitare tagli alla prestazione.
Il calendario dei pagamenti
L’INPS ha ufficializzato le date per l’accredito della mensilità corrente. Per i nuclei familiari che non hanno subito variazioni rispetto ai mesi precedenti, i bonifici arriveranno nelle giornate di:
- Giovedì 19 febbraio 2026
- Venerdì 20 febbraio 2026
L’erogazione avviene in modalità automatica per chi ha già una domanda in stato “accolta”. Non è quindi necessario inviare una nuova istanza, a meno che la precedente non sia decaduta o sia stata oggetto di revoca o respingimento.
Aumenti Istat e conguagli di gennaio
In base ai dati Istat, gli importi dell’Assegno e le relative soglie ISEE sono stati incrementati dell’1,4% per adeguarli al costo della vita.
- Da febbraio: le famiglie inizieranno a ricevere le somme già rivalutate.
- Da marzo: l’Istituto provvederà al conguaglio degli arretrati di gennaio, versando la differenza dovuta alla rivalutazione che non era stata inclusa nel primo pagamento dell’anno.
Il nodo ISEE: la scadenza del 28 febbraio
Sebbene per i pagamenti di gennaio e febbraio l’INPS faccia ancora riferimento all’indicatore valido al 31 dicembre 2025, la situazione cambierà radicalmente a partire dal prossimo mese.
Attenzione: Per ottenere l’importo pieno basato sulla propria situazione economica reale, è indispensabile presentare la nuova DSU per l’ISEE 2026.
In caso di mancato aggiornamento entro fine mese, ecco le conseguenze:
- Pagamento ai minimi: Da marzo l’assegno verrà erogato con l’importo base (la cifra più bassa prevista dalla legge).
- Finestra di recupero: C’è tempo fino al 30 giugno 2026 per regolarizzare la propria posizione. Presentando l’ISEE entro questa data, l’INPS ricalcolerà la prestazione e riconoscerà tutti gli arretrati maturati da marzo.
- Oltre il 30 giugno: In caso di rinnovo tardivo, l’adeguamento dell’assegno non sarà retroattivo e le somme perse nei mesi precedenti non potranno più essere recuperate.




