Con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026, i contribuenti italiani hanno a disposizione un nuovo strumento per regolarizzare la propria posizione fiscale: la Rottamazione-quinquies. Il portale per l’invio delle istanze è operativo dal 20 gennaio scorso e l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha diffuso i chiarimenti ufficiali per orientarsi tra debiti ammessi, esclusioni e piani di rientro.
Il perimetro della sanatoria: cosa rientra e cosa no
La nuova definizione agevolata non è “universale”, ma circoscritta a specifici carichi affidati all’Agente della riscossione nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.
I debiti inclusi:
- Imposte derivanti da controlli automatici e formali sulle dichiarazioni dei redditi.
- Contributi previdenziali INPS (esclusi quelli derivanti da accertamenti).
- Multe stradali elevate dalle Prefetture (amministrazioni statali).
- Posizioni già inserite in precedenti rottamazioni per le quali si è decaduti dai benefici.
I grandi esclusi: Attenzione ai dettagli, poiché non tutto può essere sanato. Restano fuori dalla misura:
- Le multe della Polizia Locale e i tributi locali (IMU, Tari, bollo auto gestito dalle Regioni).
- Gli avvisi di accertamento emessi direttamente dall’Agenzia delle Entrate.
- I carichi della precedente “Rottamazione-quater” che risultano in regola con i pagamenti al 30 settembre 2025.
Risparmio e Prospetto Informativo
Il vantaggio principale risiede nell’abbattimento dei costi accessori. Chi aderisce dovrà pagare solo la quota capitale e le spese per le procedure esecutive o di notifica. Vengono invece azzerate le sanzioni, gli interessi di mora e l’aggio. Per le multe stradali (prefettizie), lo sconto riguarda esclusivamente gli interessi e l’aggio.
Per conoscere l’esatto ammontare del risparmio, i contribuenti possono richiedere il Prospetto Informativo sul sito dell’Agenzia, un documento che elenca i debiti “rottamabili” e il calcolo della cifra dovuta.
Come presentare la domanda
La finestra per l’adesione chiuderà il 30 aprile 2026. La procedura è esclusivamente online attraverso due canali:
- Area Riservata: Accesso tramite SPID, CIE o CNS. È la modalità più semplice, poiché il sistema propone automaticamente i carichi definibili.
- Area Pubblica: Compilazione di un modulo digitale con allegato il documento d’identità.
L’Agenzia avrà tempo fino al 30 giugno 2026 per comunicare l’accoglimento o il rigetto della richiesta.
Pagamenti: rata unica o piano a 9 anni
La flessibilità è uno dei punti forti di questa edizione. Si può scegliere tra:
- Saldo unico: entro il 31 luglio 2026.
- Rateizzazione: fino a un massimo di 54 rate bimestrali distribuite in 9 anni, con un interesse annuo del 3% a partire da agosto 2026. La rata minima è fissata a 100 euro.
Nota bene: La puntualità è fondamentale. Il mancato pagamento della rata unica o di sole due rate del piano (anche non consecutive) comporta la perdita immediata dei benefici. In tal caso, quanto già versato verrà considerato solo come acconto e il debito residuo tornerà a essere esigibile con l’aggiunta di sanzioni e interessi originari.




