La nuova sanatoria prevista dalla Legge di Bilancio 2026 sta sollevando grandi aspettative tra i contribuenti, ma è fondamentale fare una distinzione netta: non tutto ciò che arriva tramite cartella esattoriale è “rottamabile”. Esiste un perimetro normativo molto preciso che rischia di escludere due delle voci più comuni nei debiti degli italiani: la Tari (tassa sui rifiuti) e il bollo auto.
L’origine del debito: il fattore discriminante
Il malinteso nasce spesso dalla convinzione che basti ricevere una cartella dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione per poter accedere ai benefici. In realtà, la Rottamazione-quinquies non è una misura universale. La norma si concentra principalmente sui carichi di natura statale, lasciando fuori quelli gestiti dagli Enti Locali e dalle Regioni.
Il principio cardine è l’origine del credito:
- Tari: È un’entrata comunale (Ente Locale).
- Bollo Auto: È un tributo regionale (Regione).
Poiché la normativa attuale non include i carichi provenienti da Comuni, Province e Regioni, queste pendenze rimangono generalmente escluse dallo sconto su sanzioni e interessi, anche se la “busta” che le contiene è la stessa di un debito erariale.
Cosa si intende per “carico” e perché l’ente conta
Nel gergo tecnico della riscossione, il “carico” è il debito che l’ente creditore affida all’Agente della riscossione per il recupero forzoso. Se l’ente che ha originato il credito è un Comune o una Regione, quel debito mantiene la sua natura di “tributo locale”. Senza una specifica delibera di adesione da parte del singolo ente (che per la Quinquies non è scontata o prevista come per le vecchie edizioni), la cartella resta soggetta alle regole ordinarie.
Gestire una posizione debitoria “mista”
È molto comune che un contribuente abbia una situazione debitoria eterogenea, dove nella stessa posizione fiscale convivono multe stradali, IRPEF, Tari e bollo auto. In questi casi, la strategia deve essere selettiva:
- Isolamento dei debiti: Bisogna separare le voci compatibili con la rottamazione (debiti statali) da quelle escluse (locali).
- Doppio binario: Ciò che è rottamabile seguirà il piano agevolato (9 anni, 54 rate); per ciò che resta fuori, come Tari e bollo, è necessario valutare altre forme di rateizzazione ordinaria per evitare pignoramenti o fermi amministrativi.
Strategia pratica: come muoversi
Per non commettere errori ed evitare che la domanda venga respinta parzialmente, ecco i passi da seguire:
- Estratto di ruolo analitico: Richiedere l’elenco completo dei debiti distinguendo chiaramente l’ente creditore.
- Verifica delle FAQ: Consultare le tabelle aggiornate dell’Agenzia delle Entrate per capire quali codici tributo sono ammessi.
- Pianificazione separata: Non attendere la rottamazione per i debiti locali; agire tempestivamente con i canali di riscossione ordinaria per queste voci.
In conclusione, la Rottamazione-quinquies è un’ottima opportunità, ma non è una “bacchetta magica” per ogni debito. Confondere i tributi locali con quelli erariali è l’errore più comune che può portare a brutte sorprese durante la fase di liquidazione delle rate.




