La nuova Rottamazione quinquies non ammette distrazioni. Attraverso una recente FAQ, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER) ha acceso i riflettori su una sottile ma letale dinamica di decadenza, legata in particolare alla gestione dei pagamenti rateali.
La “trappola” dell’ultima rata
Un dubbio frequente tra i contribuenti riguarda la possibilità di far scivolare in avanti i pagamenti. L’Agenzia chiarisce un punto cruciale: se un contribuente salta, ad esempio, la seconda rata di un piano triennale, l’eventuale tentativo di considerare l’ultima rata come copertura di quella mancante porta inevitabilmente alla decadenza. Questo perché il sistema considera omesso il versamento di quella che, a quel punto, diventa cronologicamente l’ultima rata del piano.
Quando si perde lo sconto: i tre scenari
Per evitare di veder risorgere il debito originario (con sanzioni e interessi), è fondamentale tenere a mente le tre condizioni di decadenza stabilite dalla norma:
- Pagamento unico: La perdita dei benefici è immediata se non viene saldata l’intera somma entro la scadenza prevista per chi ha scelto la soluzione in un’unica soluzione.
- Due rate saltate: In caso di piano di ammortamento, la decadenza scatta al mancato versamento di due rate, anche se queste non sono consecutive.
- L’ultima rata: Indipendentemente dal numero totale di rate previste, il mancato pagamento dell’ultima tranche comporta sempre e comunque la decadenza dalla definizione agevolata.
Le conseguenze
Ricordiamo che, in caso di decadenza, il “paracadute” della rottamazione svanisce: le sanzioni e gli interessi precedentemente scontati tornano a gravare sul debito e le somme già versate vengono acquisite dal Fisco solo come acconto sul totale dovuto. Inoltre, la legge 199/2025 impedisce di richiedere nuove rateizzazioni ordinarie per gli stessi carichi.




