Si è conclusa la fase più critica dell’emergenza meteo che ha travolto la Sicilia. Il Dipartimento Regionale della Protezione Civile (DRPC) ha diramato il primo report ufficiale sull’impatto del Ciclone Harry. Il dato più rilevante, che emerge con forza, è il successo delle misure di prevenzione: nonostante la violenza dei fenomeni, il bilancio delle vittime è fermo a zero.
La prevenzione salva l’Isola: i numeri dei soccorsi
La gestione dell’allerta rossa ha permesso di evitare una tragedia umana. “L’obiettivo primario era la salvaguardia della vita”, spiegano dal Dipartimento. Ecco i dati che riassumono l’imponente macchina dei soccorsi:
- Vittime e feriti: Non si registrano decessi. Solo due persone hanno riportato lesioni lievi, prontamente assistite dai sanitari.
- Popolazione assistita: Sono state 408 le persone evacuate preventivamente o messe in sicurezza durante i picchi della tempesta.
- Presidio istituzionale: Il territorio è stato monitorato costantemente attraverso l’attivazione di 333 Centri Operativi Comunali (COC).
- Sicurezza pubblica: Per minimizzare i rischi legati alla mobilità, è stata disposta la chiusura di 379 istituti scolastici.
Un territorio ferito: stima danni da record
Se la macchina della sicurezza ha retto l’urto, il territorio esce dal ciclone profondamente segnato. Mentre oggi prendono ufficialmente il via i sopralluoghi tecnici per una valutazione analitica, il DRPC ha già formulato una prima, drammatica stima economica.
I danni a infrastrutture pubbliche, reti viarie e beni privati superano i 500 milioni di euro. Una cifra enorme che testimonia la natura catastrofica dell’evento e che richiederà l’intervento immediato del Governo nazionale attraverso la dichiarazione dello Stato di Emergenza.
Le squadre della Protezione Civile, insieme ai tecnici dei comuni colpiti, sono già al lavoro per censire ogni singola criticità. Le immagini dei primi rilievi documentano strade divelte, ponti danneggiati e strutture balneari spazzate via dalla furia delle onde, confermando la necessità di un piano straordinario di ricostruzione.




