L’adesione alla Rottamazione-quinquies, le cui istanze vanno inoltrate entro il 30 aprile 2026, non rappresenta soltanto una mossa di risparmio economico. Per il contribuente, firmare la domanda di definizione agevolata significa sottoscrivere un vero e proprio contratto con lo Stato che comporta una conseguenza legale definitiva: il riconoscimento del debito.
L’insidia legale: stop alle contestazioni
Secondo l’orientamento consolidato della Corte di Cassazione, presentare istanza di rottamazione equivale a dichiarare la “piena conoscenza” del debito.
- Il punto di non ritorno: Chi aderisce rinuncia implicitamente a contestare in futuro eventuali vizi di notifica delle cartelle. Una volta inviata la domanda, non sarà più possibile impugnare l’atto davanti a un giudice sostenendo di non averlo mai ricevuto correttamente. La scelta di convenienza fiscale si trasforma, dunque, in un vincolo procedurale irreversibile.
Lo “scudo” operativo: cosa succede dopo la domanda
Se da un lato vi è una rinuncia legale, dall’altro l’invio della pratica attiva immediatamente una “bolla di protezione” che congela le azioni esecutive dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER). Per i debiti inseriti nella domanda:
- Stop a pignoramenti e fermi: L’Agente della riscossione non può avviare nuove procedure esecutive né iscrivere nuovi fermi amministrativi o ipoteche (quelli già esistenti rimangono, ma non ne possono sorgere di nuovi).
- Riabilitazione professionale: Il contribuente non è più considerato inadempiente. Questo permette di ottenere il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva), vitale per imprese e professionisti che lavorano con la Pubblica Amministrazione.
- Sospensione dei pagamenti: Fino alla scadenza della prima rata, vengono sospesi gli obblighi derivanti da vecchie rateizzazioni.
I “decaduti a loro insaputa”: il rischio dei 5 giorni
Un’attenzione particolare va prestata alla regola dei 5 giorni di tolleranza. Molti contribuenti che hanno pagato le rate della precedente “Quater” con lievi ritardi (oltre i cinque giorni previsti) potrebbero essere decaduti dal beneficio senza esserne pienamente consapevoli. Per questi soggetti, la Quinquies è l’ultima ancora di salvataggio: permette di recuperare i carichi affidati tra il 2000 e il 2023, evitando che il debito originale, gonfiato da sanzioni e interessi precedentemente abbuonati, torni improvvisamente esigibile.
Il perimetro dei ripescaggi: chi rientra
La misura 2026 è inclusiva e mira a recuperare anche le posizioni più difficili. Possono essere inseriti nella sanatoria:
- Carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.
- Debiti derivanti da precedenti rottamazioni fallite (comprese le inefficacie maturate entro il 30 settembre 2025).
- Esclusioni eccellenti: Restano categoricamente fuori gli importi derivanti da accertamenti e non da semplice liquidazione delle dichiarazioni annuali.




