Palermo – Ha chiuso i battenti domenica 24 agosto u.s. la mostra di Franco Fratantonio. Il pittore modicano ha esposto alla cappella dell’Incoronata di Palermo le sue opere con il claim: “Luminessenza, iconografia della luce”. Una mostra multimediale che ha riscosso successo di pubblico, soprattutto giovani molti dei quali stranieri, e di critica essendo l’iniziativa accolta da buona stampa.
L’evento, si è avvalso del patrocinio dell’Assessorato regionale ai Beni Culturali e dell’identità siciliana e dell’egida del Museo regionale d’arte moderna e contemporanea Riso.
I visitatori hanno potuto apprezzare diciotto opere tra quadri (pastelli, oli e acquarelli), neon, video (Pozzo Paradiso) che testimoniano il rapporto sempre forte ed evidente tra luce e colore che negli anni è diventata la cifra artistica del talentuoso pittore siciliano.
La mostra organizzata dall’associazione culturale “L’uomo sulla Terra” è stata curata dal critico d’arte Bruno Corà.
“Considero Luminessenza, ha commentato alla chiusura dell’evento Evelina De Castro, direttrice del Museo Regionale Arte Moderna e Contemporanea di Palermo, una mostra site specific con ciò intendendo che deve la sua identità particolare alle profonde e personali suggestioni che Franco Fratantonio ha colto nel luogo prescelto, la medioevale cappella dell’Incoronata, sede espositiva assai particolare fra quelle del Museo Riso, difficile e insolita rispetto alle ambientazioni “white cube”, più asettiche e frequenti per l’arte contemporanea.
La cifra artistica di Fratantonio si manifesta “per via di levare” verso la rarefazione della materia pittorica e del soggetto dell’opera, fino a scomparire. Il tema è la luce in assenza di una fonte all’interno del campo visivo. Il tema è anche il gesto che determina l’azione artistica per velature che si ripetono. In tal modo il farsi dell’opera diviene esso stesso l’opera, quasi un rituale di meditazione per sublimare la materia e guardare all’assoluto. Il che si avvicina come un corto circuito all’arte medioevale, ora bizantina ora islamica che segnano le origini della cappella dell’Incoronata. Legittimamente l’opera di Fratantonio, attivo fra Modica e Milano, evoca Guccione e la Scuola di Scicli, ma tuttavia ciò funziona piuttosto come termine di partenza per un progressivo affrancarsi che, dal figurativo, spinge verso una forma di colour field , frutto di una sorta di meditazione controllata, di cui l’opera di Franco Fratantonio è sintesi personalissima”.